Lo chef in fuga dalla criminalità: «Troppi pericoli, cambio città»

A fine settembre gli attentati a colpi di molotov, in precedenza il rapimento con il pagamento del riscatto Colonico trasferisce il ristorante, ma resta sempre in Ecuador: «A Guayaquil situazione fuori controllo»
SULMONA. Lo chef sulmonese Panfilo Colonico trasferisce il suo ristorante “Il Sabore Mio”, in una zona più sicura dell’Ecuador.
La decisione è stata presa dopo l’ultimo attentato incendiario – le molotov lanciate contro l’ingresso del suo locale – e il sequestro con tanto di riscatto messo in atto nei mesi scorsi. In questi giorni Colonico è impegnato nelle operazioni di trasloco dalla città di Guayaquil, capitale commerciale dell’Ecuador.
«TROPPI PERICOLI»
«In questa città e in particolare nella zona dove ho il mio ristorante è diventato troppo pericoloso vivere e avere un’attività», afferma Colonico, «anche le forze dell’ordine hanno perso il controllo della situazione e non riescono più ad arginare una delinquenza che ogni giorno crea problemi». L’attività verrà trasferita entro la fine del mese a Samborondón, una città nella provincia di Guayas, che comprende 105 località. Per lo chef «è doveroso tutelare la mia sicurezza, ma anche quella dei dipendenti e clienti che insieme a me sono stati gli artefici del successo del mio ristorante. Un trasferimento che comporta un notevole investimento ma nella vita i soldi non sono tutto».
COLONICO SOTTO PROTEZIONE
Lo chef sulmonese, dallo scorso 6 ottobre, si trova sotto protezione e sotto tutela dell’ambasciata italiana per via degli attacchi al ristorante, a seguito secondo gli inquirenti di un probabile atto di terrorismo internazionale. Due bombe molotov erano state esplose il 29 settembre, contro il suo locale, da altrettanti uomini, come registrato dalle telecamere esterne del ristorante. E questo a tre mesi di distanza dal sequestro e rapimento di Colonico che fu rilasciato solo dietro pagamento di un riscatto di oltre 200mila dollari. Ora la decisione di spostarsi in una zona più tranquilla dell’Ecuador, ma sempre con l’intenzione di tenere alto il nome della cucina italiana e in particolare di quella abruzzese.
LE INDAGINI DELLA POLIZIA
Non un attentato a sfondo estorsivo o ritorsivo, ma probabilmente un’azione di terrorismo internazionale. Sta indagando su questa pista la polizia ecuadoriana a proposito della vicenda che ha coinvolto, lo scorso 29 settembre, il ristorante “Il Sabore Mio”.
Il console italiano in Ecuador, Paolo Legnaioli, e l’ambasciatore italiano, Marco Filippo Tornetta, si sono messi in contatto con lo chef. Per Colonico istituzioni e inquirenti stanno predisponendo un sistema di protezione, fermo restando l’ipotesi della matrice di terrorismo dietro l’escalation di atti intimidatori.
EMIGRATO DA DUE ANNI
Per Panfilo Colonico, da poco più di due anni nel Paese sudamericano, il ristorante aperto in Ecuador è da considerare come «un sogno diventato realtà, lontano da casa».
Dopo aver iniziato con un’impresa di costruzioni in Canada ebbe una parentesi sulmonese alla guida del ristorante La Magnolia. Poi la decisione di andare via da Sulmona, a causa di una situazione familiare ed economica insostenibile. Durante il lockdown il trasferimento in Ecuador per aprire un ristorante italiano a Guayaquil, nel quartiere La Garzota, vicino all’aeroporto.
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