lo scontro

15 Novembre 2014

patronati Protesta contro i tagli «I tagli alle risorse dei Patronati previsti dalla legge di Stabilità, sono un attacco diretto contro i cittadini» . Lo affermano i patronati - Acli, Inas, Inca e...

patronati

Protesta contro

i tagli

«I tagli alle risorse dei Patronati previsti dalla legge di Stabilità, sono un attacco diretto contro i cittadini» . Lo affermano i patronati - Acli, Inas, Inca e Italuil che ieri hanno tenuto una conferenza stampa. «Se avvenissero» scrivono «questi Istituti, che difendono e promuovono i diritti previdenziali e socio-assistenziali, non potrebbero più garantire i servizi finora offerti. Inoltre il numero di coloro che rischiano di perdere il lavoro si attesta attorno al 70% degli organici complessivi dei vari patronati, ovvero migliaia e migliaia di persone. Una scelta scellerata che metterà in ginocchio la rete di solidarietà dei Patronati che rimangono l'unico welfare gratuito a favore dei disoccupati, dei pensionati, dei lavoratori, dei cittadini stranieri e degli italiani all’estero. Tutti loro si troveranno a pagare per un servizio oggi gratuito, con il rischio di dover rinunciare alle tutele previdenziali e assistenziali cui hanno diritto. L’uguaglianza di accesso ai diritti sarà cancellata. Il taglio di 150 milioni di euro al fondo patronati e la riduzione del 35% dell'aliquota previdenziale destinata ad alimentarlo non costituiscono un risparmio per nessuno. Lo 0,226% dei contributi sociali versati da circa 21 milioni di lavoratori oggi assicura a oltre 50 milioni di persone la possibilità di usufruire dei servizi gratuiti dei patronati. Per svolgere lo stesso lavoro, la Pubblica Amministrazione dovrebbe aprire e gestire circa 6.000 nuovi uffici permanenti e aumentare gli organici di oltre 5.000 persone. Il costo complessivo per la Pubblica Amministrazione (Inps, Inail e Ministero dell’ Interno) sarebbe di 657 milioni . La misura minerebbe seriamente la tenuta del sistema di welfare del nostro Paese , vogliamo sensibilizzare l'opinione pubblica e far comprendere al Governo e al Parlamento l’importanza di modificare immediatamente la proposta contenuta nella legge di stabilità».