Lo scontro sui divieti approda in consiglio

Il 5 luglio la seduta straordinaria voluta da Forza Italia. Romano (Iv): «Sentire tutte le categorie»
L’AQUILA. Lo scontro sulle regole per la movida approderà in consiglio comunale. Il 5 luglio la seduta straordinaria sullo spinoso argomento. Per il capogruppo di Forza Italia Giorgio De Matteis «il tema imperante della gestione del centro storico è un punto nodale della buona amministrazione dove si incrociano buonsenso professionalità e competenza. È innegabile che le diverse esigenze che siano di residenti, professionisti, commercianti e turisti devono trovare una mediazione ma sicuramente è inaccettabile che la parte della città che rappresenta la vetrina nel Paese e nel mondo diventi terra di nessuno senza regole. Le regole ci sono e vano rispettate da tutti. Compito della politica è fare in modo che ciò avvenga e perciò le estemporaneità di alcuni componenti della giunta su orari, tempi, modi e gestione del centro storico vanno ricondotte entro i limiti della logica. Quindi il 5 luglio, nel consiglio comunale straordinario voluto e fortemente sostenuto da noi, tutti assumeranno le responsabilità dovute. Noi vogliamo una città bella, vivace ed effervescente, ma rispettosa delle regole della civile convivenza; valori civili non negoziabili. Su questo non faremo un passo indietro, né sconti a nessuno».
Paolo Romano (capogruppo di Italia viva), annuncia che depositerà un ordine del giorno «che implementi l’iniziativa di Forza Italia con la discussione sulla pedonalizzazione e l’audizione di una delegazione di residenti, commercianti, studi professionali. I dibattiti “scomodi” che animano i consigli comunali di altre città d’Abruzzo, non trovano mai completamente posto nel capoluogo di regione e questo dovrebbe far riflettere su quanta debolezza ci sia da parte di questa politica litigiosa e inconcludente. Era folle pensare di risolvere i problemi del centro storico con sperequazioni di trattamento tra le varie zone, ancora di più lo è usare il centro storico per i riposizionamenti o i giochi di forza sullo scacchiere politico».

