«Lo scritto su Eco? No, grazie»

Prima prova con poche ansie per i 918 studenti marsicani
AVEZZANO. «Umberto Eco? No, meglio il valore del paesaggio e il suffragio universale». Si scherza e si ride fuori dalle scuole superiori di Avezzano intorno alle 13.30, quando gli studenti che hanno sostenuto la prima prova della maturità iniziano a uscire. In pochi hanno optato per l’analisi del testo dello scrittore scomparso nel febbraio scorso, sia perché non inserito nei programmi scolastici, sia perché, per i più, era una prova troppo difficile da affrontare. La maggior parte dei 918 studenti marsicani alle prese con la maturità ha optato per il saggio breve sul rapporto padre-figlio nelle arti e letteratura del ‘900, il suffragio universale e una riflessione sui confini tra nazioni. A terminare sono stati gli studenti dell’Istituto tecnico per geometri e commerciale. Simone Petrella e Valerio Troiani che alle 13.20 erano già fuori. «Abbiamo fatto il tema sui confini e quello sul suffragio universale», hanno raccontato i ragazzi, «la maggior parte ha scelto queste tracce». Al Classico, invece, il primo gruppo a consegnare l’elaborato è composto da sei ragazze. «Abbiamo scelto quasi tutte il tema sul valore del paesaggio e una sui confini», hanno precisato Daria Romagnuolo, Marta D’Alessandro, Eleonora Pulsoni, Elisa Del Vecchio, Noemi Iacone e Cecilia Carpineta, «erano abbastanza difficili, ma grazie ai documenti forniti è stato possibile trovare degli spunti». E se al Torlonia ci si è basati sulle fonti, allo Scientifico, invece, i giovani hanno puntato tutto sui programmi scolastici e sulle tematiche affrontate in classe. «La traccia socio-economica, il rapporto tra padre e figlio, e quella sul confine sono state le più gettonate», hanno affermato Giovanni Cardarelli, Antonio e Davide Cambise, Matteo Rossi, Giuseppe Cerone, Marta Maceroni, Anna Massaro, Maria Rita Salustri, Annalisa Murzilli ed Eleonora Magnate, «sono tematiche che avevamo già affrontato abbondantemente. Siamo andati sul sicuro».
Al Liceo Croce i più hanno puntato sul saggio breve di attualità, mentre all’Industriale la scelta è caduta sulla traccia del paesaggio.
Eleonora Berardinetti
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