Lo scrittore De Luca al “Pollione”

Dibattito con i ragazzi: «Leggendo molto ci si difende meglio dalle menzogne»
AVEZZANO. Si definisce un privilegiato, cresciuto in una casa colma di libri, dove non ha mai conosciuto il guaio di essere annoiati, come spesso capita ai giovani. Lo scrittore Erri De Luca è stato ospite del Liceo scientifico “Pollione” e ha chiuso il ciclo di incontri del progetto “Gli scrittori si raccontano”, coordinato dalla professoressa Claudia Di Biase. Un appuntamento iniziato con una breve presentazione del dirigente scolastico Francesco Gizzi, seguito dalla docente che ha presentato alcune esibizioni sonore e canore che gli studenti Andrea Baiocco, Paolo Flamini, Emanuele Reale e Gabriele Valente hanno voluto mostrare per omaggiare l’ospite. «Tutte le possibilità della vita sono racchiuse in noi, potendo diventare chiunque», le parole dello scrittore.
De Luca si è raccontato sostenendo che i libri che gli sono più riusciti sono gli stessi che da lettore lo hanno fatto perdere, divagare, viaggiare dentro se stesso, rimarcando che «solo leggendo molto ci si difende meglio dalle menzogne che ci raccontano». De Luca non ama definire lavoro l’essere scrittore, preferisce definirlo attività. «Fare l’operaio, quello sì che era un lavoro con un salario», ha affermato, «la lettura è un tempo salvifico, fondamentale, mai perso». Ha ammesso che da studente non era una cima, anzi, negli scritti di italiano era «sempre fuori tema e non amava i racconti di Fedro». Subito dopo ha descritto quello che è il suo rapporto con le autorità, definendolo «fallimentare e disturbatissimo». Infine, le tante domande degli studenti.

