Lo stadio dei Marsi come un campo di patate

Lo spettacolo indegno di un terreno fino a qualche anno fa vanto della città E Bobo Di Nicola premiato da Avezzano e Sambenedettese, sue ex squadre
AVEZZANO. In occasione di partite di cartello, a volte si è portati a confrontare lo spettacolo offerto dal pubblico con quello del terno di gioco. Per Avezzano-Sambedettese ci si è dovuti accontentare solo del primo, perché il colpo d’occhio che ha offerto domenica scorsa il fondo del glorioso stadio dei Marsi, è stato quanto di peggio ci si potesse aspettare. La colpa è stata dell’idea di far disputare, nel giorno dell’Epifania, un torneo a carattere giovanile (non ufficiale), tra le formazioni dell’Avezzano, del Latina, dell’Ischia e della Lupa Roma. Quattro gare di 90 minuti giocate sotto la pioggia e tutte in un giorno. Il manto erboso, già messo a dura prova dalla temperatura rigida dei giorni precedenti, ha subìto il classico colpo di grazia e contro la capolista Samb, di verde c’era rimasto ben poco, a scapito della qualità del gioco di compagini che vantano comunque due tra i reparti offensivi più prolifici del girone.
A fine gara, Lucarelli ha tenuto a rimarcare questo stato di cose che a suo dire ha penalizzato proprio l’Avezzano: «Avevamo il compito di fare noi la partita, ma su quel pantano la manovra non poteva scorrere fluida come nelle intenzioni, soprattutto nelle giocate di prima che rappresentano una delle caratteristiche della nostra squadra, e quasi sempre siamo stati costretti a toccare il pallone una infinità di volte prima di effettuare la giocata successiva, consentendo all’avversario di recuperare sempre per tempo la giusta posizione».
E dire che una quindicina di anni fa, il manto erboso dello stadio dei Marsi era così bello e perfetto, da ospitare in più di una circostanza la Nazionale giovanile azzurra. Ma Avezzano-Samb è stata anche altro, come ad esempio la premiazione, prima dell’inizio del match, per Roberto Di Nicola, indimenticato bomber sia dei rossoblù che dei biancoverdi. Per lui, due maglie con il numero 9 e il nome ben evidenziato sul retro, consegnate dal presidente dell’Avezzano, Gianni Paris, e dal direttore generale dei marchigiani Andrea Fedeli. Una cerimonia breve, ma molto partecipata e intrisa di nostalgia per il magnifico ricordo che Bobo-gol ha lasciato nelle due squadre. Per lui, gli applausi convinti delle tifoserie che per alcuni minuti si sono trovate a condividere il medesimo obiettivo.
E l’argomento tifosi ha caratterizzato anche un’altra parte dell’avvenimento, con lo zoccolo duro degli ultras biancoverdi che hanno disertato anche questo incontro per protesta nei confronti della società e con il gruppo ospite denominato Schickeria che invece si è avvalso del contributo (limitato ma significativo) di quattro supporter arrivati addirittura da Monaco, per rinsaldare un rapporto di gemellaggio con quelli del Bayern che va avanti ormai da diverso tempo.
Plinio Olivotto
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