Lo stadio del rugby porterà il nome di Angelo Trombetta

1 Ottobre 2020

Folla ai funerali, sulla bara la maglia giallonera numero uno Con il brano “Brigante se more” il saluto di atleti e dirigenti

AVEZZANO. Lo stadio del rugby di Avezzano sarà intitolato alla memoria di Angelo Trombetta. Il fondatore e storico presidente dell’Avezzano rugby si è spento l’altro giorno all’età di 84 anni a causa di una malattia. Prima della sepoltura, la bara del padre della palla ovale avezzanese ha fatto tappa nel campo di via dei Gladioli dove è apparso lo striscione “Stadio Angelo Trombetta”. «Abbiamo voluto salutare Angelo insieme agli atleti e agli allenatori di ieri e di oggi proprio su quel campo da gioco che ha fortemente voluto e inaugurato nel lontano 2000», dice commosso il presidente dell’Avezzano rugby, Alessandro Seritti, «senza la sua tenacia, determinazione, passione per questo sport e per la sua città oggi non avremmo una casa».
Quando il carro funebre è arrivato davanti al campo da rugby, gli atleti hanno intonato la canzone dialettale “Brigante se more”, poi quasi a formare un cerchio lo hanno salutato con un “Hip hip urrà”. C’era la maglia numero uno della squadra giallonera sulla bara di Angelo Trombetta che tra due ali di folla commossa ha fatto il suo ingresso nella parrocchia di San Rocco. Per via delle disposizioni sul distanziamento sociale in chiesa è stato ammesso un ristretto numero di persone, così in tanti hanno atteso all’esterno.
«Le anime dei giusti sono nella mani di Dio. Angelo era un uomo giusto, buono, grande e generoso che ha tanto amato la sua famiglia, la moglie Assunta, le figlie Annamaria e Alessia e i nipoti, e tanto ha fatto per la nostra città», dice don Adriano Principe nell’omelia sottolineando l’amore, l’affetto e la passione per la vita e lo sport che il dipendente delle poste in pensione ha saputo riversare sugli altri, «è stato un grande esempio per la comunità e ne è testimonianza la vostra presenza così numerosa. Ora Angelo è in paradiso. Dio ci ha donato la vita terrena affinché la vivessimo bene per poi spalancarci le porte della vita eterna. La fede nel Signore è lo strumento che abbiamo per superare il dolore per la perdita dei nostri cari». Alla cerimonia tanti esponenti del mondo sportivo tra cui Antonio Colella, responsabile del settore giovanile regionale rugby, Antonio Luisi e Claudio Perruzza, rispettivamente consigliere nazionale e segretario generale della Federazione italiana rugby, Giorgio Mirelli, presidente del Comitato Abruzzo rugby, oltre a tanti presidenti di società sportive abruzzesi. In rappresentanza del rugby avezzanese ha preso la parola l’amico Alberto Santucci, storico allenatore giallonero che insieme a Trombetta riuscì a portare la squadra in serie A.
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