Loculo conteso, giudice condanna Comune

Tione, ok al ricorso di un residente che reclamava una tomba già assegnata per errore ad altra famiglia
TIONE DEGLI ABRUZZI. Il Comune di Tione degli Abruzzi è stato condannato dal giudice di pace a pagare oltre 2mila euro ad Antonio Colella in seguito a un errore sull’assegnazione di un loculo che spettava alla sua famiglia.
Infatti la famiglia Colella aveva acquistato dal Comune, alcuni anni fa due loculi. Uno degli eredi della famiglia Colella, Antonio, per l’appunto, dato che non si trovò un accordo, avviò la causa visto che l’ente, con una nota ufficiale aveva negato questi acquisti rigettando ogni richiesta di restituzione degli spazi cimiteriali. In seguito, reperiti da parte del ricorrente negli archivi municipali la documentazione relativa all’esistenza di un contratto concessorio dei loculi sottoscritto dal sindaco, fu scoperta la cessione a terzi, senza titolo, da parte del Comune di uno dei due loculi di Colella. Dopo una fitta corrispondenza tra il legale di Colella e il Comune fu formulata un’offerta a titolo di ristoro di 2.100 euro poi accettata dal Colella. Poi, però, l’ente ha rifiutato il versamento della somma asserendo che nelle more era intervenuto un nuovo regolamento di polizia mortuaria che cambiava le carte in tavola.
A quel punto è stata inevitabile la causa davanti al giudice Sonia Lustri. «Dalla documentazione prodotta», si legge nella motivazione, «risulta confermala la circostanza relativa alla erronea occupazione da parte di terzi del loculo 38 già assegnato alla famiglia Colella con contratto del 1986. Tale circostanza è stata riconosciuta anche dal Comune che stabiliva di volere risarcire il ricorrente». Il giudice, nel respingere le tesi comunali, precisa che «dell’asserita responsabilità dell’errore nella tumulazione in capo all’impresa funebre non è stata fornita alcuna prova». Il giudice, pertanto, ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Alessandro Piccinini condannando altresì il Comune, in persona del sindaco, delle spese di lite. Non è stato concesso il risarcimento del danno morale.
«In pratica», commenta il ricorrente, «il sindaco Tullio Camilli, «primo cittadino da 30 anni, aveva dimenticato che il Comune aveva venduto l’uso per 99 anni del loculo in questione alla famiglia Colella sottoscrivendo altra concessione per lo stesso loculo ad altra famiglia ignara della predetta vendita». (g.g.)
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