Lodo arbitrale Irim, il Comune dà battaglia

15 Gennaio 2021

Nuovo municipio, consiglieri-avvocati al lavoro per dimezzare la somma da versare alla società

AVEZZANO. Comune al contrattacco dell’Irim, la società che ha realizzato il nuovo Municipio, per abbattere, di almeno la metà, la somma di 2 milioni di euro del lodo arbitrale: il piano d’azione “post riconoscimento del debito” dell’amministrazione Di Pangrazio, con in testa i consiglieri-avvocati, Cristian Carpineta, Roberto Verdecchia, Gianluca Presutti, Fabrizio Ridofli, Alfredo Chiantini e Nello Simonelli, è racchiuso in 3 atti: con il primo si chiede ai giudici di “estendere” la provvisionale di 1 milione di euro riconosciuta al Comune nella sentenza di condanna in sede penale a persone fisiche all’Irim; il secondo è volto al riconoscimento dei danni subiti dall’immobile negli anni per omessa custodia e vigilanza da parte della società Irim, quantificati in via provvisoria in «non meno di 300 mila euro da parte di un collegio peritale»; infine l’amministrazione ha presentato opposizione al precetto di pagamento (udienza il 5 maggio) corredata dalla richiesta di un decreto di sospensiva dell’esecutività del pagamento dei 2 milioni. L’obiettivo del Comune è quello di evitare che in caso di pagamento dell’intera somma alla Irim Srl, con capitale sociale 100mila euro, si rischi una vicenda Gielle bis: la società che dopo aver incassato 1 milione di euro in prima battuta, ha fatto trovare le casse vuote quando l’Ente ha vinto in Cassazione. In quest’ultimo contenzioso milionario, tra l’altro, per dar forza alla richiesta di stoppare il pagamento, gli avvocati ricordano che, in sede penale, il Ctu ha quantificato un danno non inferiore a 6 milioni di euro. Sulla base delle tante questioni sul tappeto, quindi, la giunta, che si è ritrovata tra le mani la patata bollente del loro arbitrale, ha affilato le armi per ridurre sin da subito al minimo il pagamento alla società Irim: più o meno 700mila euro se vincerà le 2 battaglie, ovvero, l’estensione alla società del pagamento della provvisionale da un milione di euro, nonché l’addebito dei danni subiti dall’immobile sorto nel quartiere “La Pulcina” all’Irim per l’omessa custodia del bene «restituito al Comune il 15 ottobre 2020, senza però permettere all’Ente la preventiva verifica dello stato dell’immobile». All’atto del passaggio di consegne dell’incompiuta, nei mesi scorsi, infatti, il quadro esterno ma sopratutto interno mostrava pesanti danneggiamenti. La partita del contratto di quartiere tra il Comune e l’Irim, quindi, continua nelle aule dei tribunali. (m.s.)
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