Logopedia, cure a ostacoli Tanti bimbi dimenticati

11 Novembre 2018

Disturbi del linguaggio, le madri: «Anche anni di attesa prima di entrare in lista» E i centri di riabilitazione accreditati sono costretti a lavorare a singhiozzo

AVEZZANO. Da circa un anno cerca un posto in una struttura convenzionata con la sanità pubblica per curare i disturbi del linguaggio e di comunicazione del suo bambino. Ma è costretta a fare i conti con liste bloccate, continui dinieghi e una burocrazia che paga la carenza di fondi regionali a disposizione per questo importante servizio sanitario. È la storia di una mamma. Ma è una storia che ricalca quella di tanti genitori che fanno fatica a trovare cure di logopedia per i propri figli.
Quando si parla di logopedia, il discorso si fa complesso perché ci si trova di fronte a liste di attesa interminabili ma che variano, a differenza delle altre prestazioni sanitarie, in base a una serie di fattori. Le modalità e i criteri di inserimento, secondo quanto indicato dalle linee guida regionali e nazionali, vanno infatti in relazione all’età del paziente (bambini, ragazzi o adulti), alla tipologia assistenziale (ambulatoriale o domiciliare), alla severità della patologia e al tempo di permanenza nella lista di attesa.
«I tempi d’attesa per la presa in carico nell’ex Centropolio di Avezzano sono enormi», racconta la mamma marsicana, «sono anni che ci provo, senza successo. L’unica soluzione resta quella delle strutture convenzionate, ma anche lì ci sono difficoltà per accedere al servizio».
A esempio, il centro di riabilitazione Anesis di Avezzano per il recupero e la rieducazione funzionale, autorizzata con un provvedimento regionale del 2002 e accreditata dal 2005, ha una capacità operativa massima quotidiana che prevede 100 prestazioni ambulatoriali individuali, 100 ambulatoriali di gruppo e 100 domiciliari per utenti di tutti i distretti sanitari della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, ma anche da altre regioni italiane. Ma può far fronte, per via del budget regionale limitato, soltanto a un 20-30 per cento delle proprie potenzialità strutturali e di personale. Eppure la Asl ha richiesto delle note di credito all’Anesis per prestazioni eccedenti in riferimento a delle erogazioni eseguite nel 2010-2011. Prestazioni mai pagate. In sostanza, i centri pubblici come l’ex Centrpolio di Borgo Pineta hanno liste bloccate, mentre quelli privati convenzionati non hanno budget assegnato sufficiente a far fronte alla domanda.
Ciò accade principalmente nella Marsica, ma anche in tutta la Asl numero 1. Il problema è meno sentito nella altre Asl che hanno budget assegnati dalla Regione più adeguati alla domanda. A incidere ulteriormente nelle aree interne, e soprattutto in quella marsicana, è la presenza di bambini stranieri con notevoli difficoltà di apprendimento.
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