Lolli: subito un incontro professionalità da tutelare

22 Settembre 2017

Il vicepresidente della Regione riceve una delegazione e assicura interventi: «Lavoravamo a un accordo diverso, la società ha cambiato le carte in tavola»

L’AQUILA. Il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, con delega alle Attività produttive, è in campo dall’inizio del suo mandato per sostenere la ripresa delle aziende del territorio. Un compito gravoso, fatto di confronti serrati con sindacati e imprese in crisi, con l’obiettivo di tutelare l’occupazione, ma anche di portare investimenti e nuove opportunità.
A Lolli, che sulla vertenza Intecs sta portando avanti da tempo un tavolo istituzionale, la stessa società ha comunicato la volontà di dismettere il laboratorio di ricerca e sviluppo, dicendo che per sopravvivere deve chiudere il sito dell’Aquila.
Vicepresidente Lolli, ancora un’emerganza occupazionale da affrontare?
«Una delle tante che sto seguendo a livello regionale e provinciale. Questa mi sta particolarmente a cuore: l’azienda aveva annunciato un ridimensionamento, con la possibilità di far restare dentro 30 persone. Adesso è arrivata la comunicazione di chiusura dell’attività, con il relativo licenziamento di tutto il personale. Insomma, stavamo lavorando a un accordo, e si cambiano le carte in tavola. La motivazione addotta è che il gruppo Intecs sta attraversando un periodo di crisi generale, che si fa sentire soprattutto sul sito aquilano».
Qual è la prossima mossa?
«Convocherò con urgenza il tavolo, alla presenza dei sindacati e della proprietà, per entrare nel merito della situazione. Ho già ricevuto una rappresentanza di lavoratori, che mi hanno consegnato una lettera, in cui diffidano la Regione dal far partecipare la Intecs a eventuali procedure di finanziamento: ritengono che chi licenzia non debba ricevere più contributi pubblici. Valuterò questa richiesta, soprattutto dal punto di vista normativo».
Che ne sarà dei ricercatori?
«Si stava già avviando un percorso di ricollocazione. Nel libro paga di Intecs ci sono 68 persone, a cui io aggiungo le 13 che hanno scelto l’esodo incentivato. Per tutti va individuata una soluzione, all’interno di altre aziende che già operano sul territorio o che stanno per insediarsi: una parte può essere ricollocata nello stesso immobile dell’ex Technolabs, che attualmente è affittato a imprese locali, e altri ancora nel settore dello Space-Economy. È chiaro che non è facile, ma farò di tutto per tutelare queste altissime professionalità».
Come mai il settore della ricerca continua a perdere pezzi?
«Il laboratorio aquilano è stato un centro di eccellenza: basti ricordare che qui sono stati sviluppati prodotti che hanno fatto la storia delle telecomunicazioni mondiali, come il cross-connettore. È paradossale che si chiuda un centro di ricerca, quando si punta sull’innovazione. Con pazienza e concretezza cercherò di evitarlo». (r.s.)
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