“Lombardo Radice”, il rientro è lontano

20 Dicembre 2019

Ci vorranno due anni prima che siano completati i lavori di restauro della scuola. I soldi non bastano: progetto modificato

SULMONA. Gli alunni della “Lombardo Radice” non potranno tornare nella loro scuola prima di settembre 2021. È stato, infatti, modificato il progetto iniziale di demolizione totale dell’edificio scolastico di viale Togliatti, nonostante il via libera del ministero, ed è stato stabilito di demolirlo solo in parte. Nel senso che la giunta comunale di Palazzo San Francesco, con delibera approvata nei giorni scorsi, ha dato mandato al settore competente di «attuare parzialmente la demolizione e ricostruzione del plesso scolastico perseguendo la strada del miglioramento sismico per la parte di struttura comprendente la palestra e gli spazi ad essa pertinenziali».
L’intento del sindaco Casini e degli assessori, quindi, è quello di “salvare” la palestra e le zone accessorie dell’edificio di viale Togliatti dal momento che le risorse a disposizione, stando almeno alle ultime valutazioni, non coprirebbero il costo completo dell’operazione che era stata valutata come la più economica e vantaggiosa. Si procederà perciò alla demolizione e ricostruzione dell’intero edificio scolastico, fatta eccezione della palestra e degli spazi riservati all’attività motoria per i quali il Comune intende andare avanti con un progetto di miglioramento sismico. Saranno rimodulate le somme a disposizione per l’intero fabbricato, che ammontano a un milione 636mila euro, non più sufficienti per la demolizione e ricostruzione totale. La volontà politica di costruire una nuova scuola al posto del vecchio edificio aveva preso corpo a fronte di una valutazione costi-benefìci attraverso la quale venne fuori che un progetto di miglioramento sismico della scuola avrebbe consentito di alzare il coefficiente di vulnerabilità fino allo 0.6, riconsegnando una scuola sicura ma non troppo. Poi ci si è accorti, facendo meglio i conti e calcolando il tempo trascorso dall’inizio dei primi interventi, che la palestra e le zone riservate allo sport possono restare fuori dal progetto. La demolizione parziale consentirà, perciò, di risparmiare denaro, ma non i tempi di rientro degli studenti. Così come specificato dal dirigente del settore Lavori pubblici Gianfranco Niccolò, che ha tenuto un incontro coi genitori nei giorni scorsi per avvertirli del cronoprogramma mutato, che prevede il rientro nella struttura non prima di due anni. Nel frattempo, i ragazzini continuano a restare nella sede inadeguata e con spazi angusti della ex Croce Rossa, dove è stato affittato un pallone per l’attività motoria degli studenti, su cui sono in corso interventi per la tutela della sicurezza sui tubolari metallici che reggono la tensostruttura.
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