Lopardi: «La privacy è a rischio»

28 Aprile 2020

Il legale: dati gestiti da una società Usa non soggetta a leggi italiane

L’AQUILA. In relazione alle udienze penali “da remoto”, ovvero tramite web, l’avvocato cassazionista Riccardo Lopardi teme che ci sia una inevitabile violazione della privacy. «A mio parere»,dice,«in linea con quanto già dedotto dalle Camere penali, il Consiglio dell’Ordine dovrebbe esprimere la sua contrarietà alle udienze per alcune considerazioni. Tan più in campo penale, ma anche nel processo del lavoro in cui la parte ha il dovere diritto di presenziare, di essere ascoltata e di prendere contatto con la controparte, la tenuta da remoto riduce il diritto di difesa e la stessa partecipazione all’udienza. Si viene a creare una ulteriore complicazione per l’attività professionale. Inoltre è incredibile che si usi la piattaforma microsoft teams il che non garantisce la sbandierata privacy in quanto i dati della giustizia italiana andranno a finire, a fini di conservazione, a società straniera tenuta a trattare i dati in base alle leggi Usa e non a quelle italiane. Tale tenuta di udienza è giustificata solo in casi eccezionali». (g.g.)
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