Lotta a 10mila furbi: così il Cam vuole sanare il maxi-debito

16 Ottobre 2018

AVEZZANO. Piano di salvataggio del Cam al vaglio dei giudici del tribunale di Avezzano: il corposo e delicato dossier che fotografa il disastro dei conti e illustra le linee guida e le azioni...

AVEZZANO. Piano di salvataggio del Cam al vaglio dei giudici del tribunale di Avezzano: il corposo e delicato dossier che fotografa il disastro dei conti e illustra le linee guida e le azioni specifiche per evitare il fallimento della società, attraverso l’abbattimento del debito, il recupero dell’evasione e il taglio delle spese ordinarie e straordinarie elaborato dal team guidato dai vertici della società idrica – il presidente, Manuela Morgante, e il consigliere di gestione Armando Floris – è nelle mani della sezione fallimentare del tribunale. Ora è scattato il conto alla rovescia per l’esame del “piano di omologa” che determinerà vita o morte del Consorzio acquedottistico marsicano che avrebbe superato di molto la barriera dei 100 milioni di euro di debito.
La sentenza del giudice sarà legata alla “credibilità” del piano consegnato dal Cam che segue il primo atto datato 5 marzo quando la società fece la domanda di prenotazione per il concordato in bianco: ieri, dopo la lunghissima fase di analisi e predisposizione della proposta di concordato in continuità, il dossier che delinea la strategia operativa del Cam per risalire la china ha preso la via degli uffici giudiziari. Obiettivo che i vertici ritengono realizzabile attraverso una serie di azioni, con in testa la lotta dura all’evasione (nella Marsica si stimano 10mila i furbetti dell’acqua) con un recupero quantificato in 44,6 milioni di euro in cinque anni da destinare quasi in toto al rimborso della sfilza di creditori: in caso di fallimento, con l’arrivo di altri gestori e l’interruzione dell’attività e la perdita dei crediti per le fatture già emesse e quelle da emettere, sarebbero difficili da recuperare. Come dire, meglio prendere un po’ di meno che nulla. Il risanamento contempla pure l’efficientamento dei costi di gestione, in particolare dell’energia elettrica, il fardello più pesante: nel 2017 ha pesato sulle casse per 7,2 milioni. Ora sarebbe stato individuato un fornitore di energia nuovo con un risparmio stimato, a regime dal 2020, in 1,4 milioni annui. Il piano prevede anche riduzioni di costi del personale attraverso uscite: 7 in meno nel 2017, mentre altre 5 unità sarebbero interessate al prepensionamento. (m.s.)
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