Lotta contro il fuoco per salvare il Parco

Scongiurata l’evacuazione delle case minacciate dagli incendi
SECINARO. Sulla strada sterrata che porta alla montagna cosiddetta “Campo de Rosa” una donna distribuisce panini ai vigili del fuoco. Un momento per ricaricare le energie prima di risalire sul mezzo che li porterà sul fronte ancora acceso dell'incendio che nel giro di poche ore, tra la tarda mattinata e il pomeriggio di martedì, ha trasformato in una desolata distesa nera la pineta secolare di Secinaro, a causa del vento che a 800 metri di quota, nella vallata del Sirente, spira sempre molto forte.
Le fiamme, domate nella serata di martedì grazie al calo delle temperature, hanno ripreso vigore in più punti ieri mattina e l'aria - della cui salubrità Secinaro è famosa da sempre - è diventata irrespirabile. Lo scenario del borgo arroccato in alto, che si apre splendido agli occhi di chi arriva da Molina, sarà mortificato per lungo tempo, come un pugno in un occhio.
Il fuoco è partito martedì da tre punti differenti al confine tra Molina Aterno, Secinaro e Goriano Valli. Mentre le fiamme a ridosso del paese adesso sono sopite, e scongiurata l'evacuazione delle case minacciate dal fuoco, più in alto, in direzione Goriano Valli e Tione il fuoco preoccupa. «Per fortuna da questa notte non c'è vento», dice il sindaco Celestino Bernabei, di ritorno dal Com di Sulmona, dove si coordinano i lavori per l'emergenza incendi di Sulmona e Valle Peligna, «altrimenti a questo punto già sarebbe stato aggredito il cuore del Parco».
La priorità è arginare le fiamme sul lato del Parco, la storica vallata di Secinaro che arriva fino al rifugio Lo Chalet, punto di partenza per tanti escursionisti e per i ciclisti che adorano gli itinerari ai piedi del Sirente. La vallata è attraversata da una strada larga un metro e mezzo, e il bosco è fittissimo: «Qui gli alberi si toccano con le punte, se arrivassero le fiamme sarebbe un'altra catastrofe ambientale», dice un vigile del fuoco che perlustra la zona. Su sollecitazione della Regione la strada è stata allargata con due ruspe e l'intervento dei tagliatori richiamati da alcune ditte locali. Tutti si danno da fare. Una grande catena di mutuo-aiuto che parte da Secinaro e coinvolge i centri limitrofi.
Da Molina, ad esempio, si dà una mano con botti e trattori per il rifornimento dell'acqua per gli elicotteri nel punto di approvvigionamento a Piano di Secinaro. Impressionante la frequenza con cui l'elicottero della Regione torna a rifornirsi per poi ripartire: almeno uno sgancio di acqua ogni due minuti.
Grande il dispiegamento di forze, con 60 vigili del fuoco, 30 volontari della protezione civile, diverse guardie provinciali e gruppi di zoofilia. Più tutti i rinforzi forniti dai residenti e dai Comuni limitrofi, una grande catena umana di solidarietà contro il fuoco che tutto distrugge trasformando il colore della ricca valle Subequana, nel nero della vegetazione carbonizzata.
«Mi si stringe il cuore a vedere la nostra pineta secolare così importante per tutta la Valle Subequana completamente distrutta. Uno scempio», aggiunge Bernabei. In preparazione, intanto, delle linee tagliafuoco sul lato di Tione, verso Secinaro, dove partono chilometri di bosco di faggio e pineta, nel cuore del Parco.
«Prevenzione? Una lingua tagliafuoco in questa pineta già c'era, ma di fronte all'azione di piromani “malati di mente” in un contesto di quattro mesi di siccità”, dice il sindaco, «che cosa possiamo prevedere?».
I fronti di intervento. A Secinaro ieri mattina anche il presidente della Regione Luciano D'Alfonso: «Sono in azione 4 Canadair e due elicotteri (uno della Regione e uno dei vigili) e il grande bombardiere d'acqua. Tutti insieme riescono a scaricare ogni giorno da 600mila litri di acqua a un milione», spiega D'Alfonso. Due i Canadair francesi in azione da ieri mattina, uno al Morrone e uno a Secinaro, mentre è previsto l'arrivo dei militari del Nono Reggimento dell'Aquila. Ma la guerra contro l'incendio è inarrestabile. Sono quattro le linee di fuoco: il fronte di Bagnaturo che minaccia Rocca Casale, quello che ha colpito il Morrone e Pacentro, le fiamme di Secinaro che potrebbero attaccare Tione degli Abruzzi e punti di fumo sono attivi a Tagliacozzo. Intanto si collabora con i vigili del fuoco del Lazio per evitare che da Antrodoco l'incendio del monte Giano entri in Abruzzo. Da ieri mattina, intanto, la Prefettura dell'Aquila ha avviato una mappatura aggiornata dei sentieri battuti di accesso alle montagne che sono bersaglio degli incendi.
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