Lottizzazione alle Rocche: consigliere all’attacco

Argentieri (che ha abbandonato l’aula prima del voto) contesta il progetto «Questo piano è il “sacco di Rocca di Mezzo” e causerà danni ambientali»
ROCCA DI MEZZO. «Questa lottizzazione non la vogliamo». Con queste parole, messe a verbale, il consigliere comunale di Rocca di Mezzo Giuseppe Argentieri, prima di abbandonare l’aula, ha stigmatizzato il progetto che riguarda l’area “Prati della Madonna” dove saranno realizzati circa settanta appartamenti.
«Sono in linea di principio contrario a ogni forma di lottizzazione esterna», argomenta Argentieri. «Lo sono ancora di più riguardo a questa, che potrei definire “il sacco di Rocca di Mezzo” per la profonda ferita che infliggerà al nostro territorio a cominciare dall’impatto ambientale. Questa è la mia prima esperienza amministrativa e mi sento assai poco responsabile di questa discussione; manifestai tutta la mia perplessità al sindaco già nel maggio 2015 quando la lottizzazione “Prati della Madonna” fu portata in consiglio e poi ritirata. Oggi non debbo rendere conto a nessuno (se non ai miei elettori), nemmeno tapparmi il naso e votare per spirito di appartenenza e quindi a gran voce rivendico la mia contrarietà».
«A essere coinvolta», ha detto Argentieri rivolto alla maggioranza, «è una parte di voi che già il 21 dicembre 2011 votò, in un primo passaggio, a favore di questo scempio; già allora doveva essere fatta una valutazione diversa: si continua a consumare territorio, a gettare cemento come se fosse l’unica strada percorribile…verso il suicidio aggiungo io. Bisogna ripensare il modello di sviluppo: abbiamo centinaia di case vuote e nonostante ciò si continua a costruire. Per fare un favore a chi? Certamente non al paese, al territorio, alla collettività. L’emerito presidente Ciampi per ben due volte ha scritto al sindaco per manifestare tutta la sua sincera preoccupazione sulla vicenda. In particolare, nella seconda lettera c’è un passaggio di un’incisività straordinaria: “…si deve assistere a una vicenda nella quale la doverosa tensione verso l’interesse generale sembra progressivamente arenarsi all’interno di procedure burocratiche frammentate e deresponsabilizzanti, magari formalmente regolari, ma che finiscono per determinare, nella sostanza, esiti lontani proprio dagli interessi pubblici cui le procedure stesse sono preordinate”. Tutti vi dite dispiaciuti di questa lottizzazione ma poi alla fine tutti (o gran parte) la voterete. Si potevano, e dovevano, percorrere strade diverse, il tempo c’era. Si poteva fare un consiglio straordinario, un’adunanza pubblica dove coinvolgere tutti i cittadini, le associazioni ambientaliste, creare una sinergia e una concertazione che avrebbe avuto un peso politico non trascurabile. Se necessario, creare anche una mobilitazione generale per recarsi, tutti insieme, nei palazzi preposti e gridare a gran voce: “Noi questa lottizzazione non la vogliamo”».
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