Luce e gas, stangata per i Comuni: sindaci costretti a tagliare le spese

A Capistrello e Civitella Roveto si punta al risparmio riducendo l’intensità della pubblica illuminazione A Luco dei Marsi la previsione di spesa è di 120mila euro in più. E Di Cristofano chiede aiuti al governo
AVEZZANO. Il caro bollette colpisce anche i Comuni e i sindaci si organizzano per tagliare i consumi. L’aumento di gas ed energia elettrica sta mettendo in ginocchio famiglie, imprese ed enti pubblici. Dopo l’emergenza covid, che ha costretto le amministrazioni comunali a erogare dei servizi alla popolazione per far fronte alla pandemia, ora è arrivata un’altra emergenza di tipo economico. «Il primo impatto dei rincari si è concretizzato per il nostro Comune in aumenti pari a oltre il 60% per l’energia elettrica e al 70% per il gas», ha spiegato la sindaca di Luco dei Marsi, Marivera De Rosa, «con una previsione di spesa di 120 mila euro in più rispetto all’anno precedente, circa 350mila euro in totale, ma si profila persino un aggravio peggiore. Abbiamo fatto sforzi immani per risanare i conti del Comune, e questa situazione ora mette a rischio servizi essenziali per la cittadinanza». Sulle scrivanie dei municipi sono arrivate nei giorni scorsi le bollette degli uffici comunali e delle scuole con aumenti sostanziosi. Per questo molti amministratori si sono subito organizzati e hanno cercato di portare avanti delle azioni per risparmiare. «Sappiamo che l’aumento per il nostro Comune si aggirerà sul 30%», ha commentato il primo cittadino di Capistrello, Francesco Ciciotti, «proprio per questo ci siamo subito attrezzati e abbiamo ridotto l’intensità della luce notturna da una settimana per riuscire a risparmiare almeno un po’. Valuteremo poi se riusciremo a risparmiare e quanto, prima di prendere altre iniziative». Ci si deve organizzare, quindi, se si vuole evitare che buona parte del bilancio sia destinata al pagamento delle bollette. «La spesa da destinare al pagamento di gas ed energia elettrica è molto alta», ha affermato la sindaca di Carsoli, Velia Nazzarro, «purtroppo sono risorse che dobbiamo togliere dal bilancio e quindi sottrarre da altre attività destinate alla cittadinanza. Tutto questo è ingiusto perché a rimetterci sarà tutta la comunità. Aspettiamo che gli uffici conteggino con esattezza gli aumenti e poi valuteremo cosa fare». Intanto c’è chi pensa anche a investimenti futuri che possano alleggerire i conti a fine mese. «Senza una strategia integrata tra governo nazionale e amministrazioni locali, il nostro paese perderà ogni opportunità di crescita e rilancio», ha precisato il sindaco di Magliano de’ Marsi, Pasqualino Di Cristofano, «viviamo, senza ombra di dubbio, una fase storica per l’Italia che si trova da un lato le opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza e dall’altro il rincaro costi a partire da quelli energetici. Ai vincoli di bilancio sulle spese del personale si aggiungono ulteriori oneri sui costi energetici, di media avremo aumenti ben oltre il 30%. L’energia impatta fortemente sull’essenzialità dei servizi che erogano i comuni, cosa dovremmo fare? Spegnere la pubblica illuminazione? Ridurre le attività nelle scuole? Chiudere i locali delle associazioni? Chiudere gli uffici comunale all’imbrunire? Al momento le risposte che vediamo dallo Stato centrale sembrano più tappabuchi che interventi strutturali». Il sindaco di Civitella Roveto, Pierluigi Oddi, sta valutando l’installazione di apparati per abbassare l’intensità della luce durante la notte e quindi tagliare il costo della bolletta.«Abbiamo già riscontrato questo problema e abbiamo partecipato alla giornata dell’Anci spegnendo metà paese in segno di protesta», ha sottolineato Oddi, «come azione immediata abbiamo avviato a gennaio uno studio di fattibilità per cambiare i 1.200 punti luce analogici in un moderno impianto a Led che garantirà un sicuro risparmio energetico. Non possiamo abbassare neanche l’intensità della luce perché abbiamo degli apparati analogici che non lo permettono».
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