Luci d’artista, Mari Fiamma: la cifra è spropositata
L’AQUILA. È polemica sull'affidamento diretto, da parte della Camera di commercio dell'Aquila, della promozione del progetto Luci d'artista alla società Comunico di Stefano Panella, presidente dei...
L’AQUILA. È polemica sull'affidamento diretto, da parte della Camera di commercio dell'Aquila, della promozione del progetto Luci d'artista alla società Comunico di Stefano Panella, presidente dei Giovani Industriali. Sotto accusa costi e gestione del bando. «Non sarei stupito se fosse confermata la vicenda dell'assegnazione diretta della campagna di comunicazione e promozione delle Luci d'artista, per un importo complessivo di quasi 10mila euro», dichiara Massimiliano Mari Fiamma, direttore Apindustria e componente del consiglio camerale, «sarebbe solo l'ennesimo episodio di una linea di condotta generale che ha caratterizzato entrambe le gestioni dell'attuale presidenza della Camera di commercio. Alle ultime elezioni, sono stato l'unico oppositore alla riconferma di Lorenzo Santilli, giudicato troppo personalista nella gestione dell'ente. Per quanto riguarda il bando», dice, «la cifra impegnata, sembra decisamente sproporzionata rispetto alle prestazioni rese, anche alla luce dei tagli alle prestazioni alle imprese e al mancato sostegno dell’ente camerale a manifestazioni ed eventi, al fine di sistemare i bilanci in vista della fusione con Teramo. Il progetto Abruzzo prospettato, e sul quale avevamo espresso molti dubbi, non includeva le Luci d'artista: quindi per il cambio di destinazione dei fondi sarebbe stato necessario un passaggio istituzionale del quale non c'è traccia. Del resto», prosegue Mari Fiamma, «più volte ho proceduto a pressanti richieste, regolarmente ignorate, per inserire importanti argomenti da trattare all'ordine del giorno del consiglio, di cui faccio parte – l'organo decisionale principale – ma la giunta e, in particolare, la presidenza non hanno mai proceduto in tal senso. Ci sono stati, oltretutto, vari episodi riguardanti la Camera di commercio, dei quali noi consiglieri camerali non siamo stati informati, né tenuti aggiornati, ma li abbiamo addirittura appresi dalla stampa. Una linea di gestione di un ente pubblico che parla da sé».
Il vice presidente della Camera di commercio, Marco Fracassi, ha sottolineato che «il progetto è passato in giunta, ma l'applicazione successiva della comunicazione è stata gestita dalla presidenza e dalla segreteria generale».

