“Luci d’artista”, polemica anche sui costi

23 Dicembre 2020

Masciocco (Articolo 1): spesi 190mila euro, troppi visto il risultato. Il sindaco: cifra in linea col bilancio

L'AQUILA . Per il terzo anno consecutivo, le “Luci d'artista” diventano le luminarie "della discordia". Troppi soldi spesi, gusto discutibile e scarso riscontro sulla promozione del territorio: così la polemica dai social si sposta sul piano politico. Per il presidente della commissione Garanzia e controllo Giustino Masciocco, «le installazioni natalizie avrebbero dovuto portare musica, colori, immagini, letteratura, bellezza. Invece, come spesso succede a chi guida il Comune in questa epoca, hanno portato sconcerto, divisione, perplessità e confusione. Ho provato a capire quanto fosse costata l’operazione: non è stato facile rintracciare il provvedimento con il quale veniva approvato l’impegno di spesa, ma sono riuscito a individuare la determina dirigenziale del settore Opere pubbliche, la numero 4911 del 2 dicembre scorso, che approvava il preventivo di spesa dell’iniziativa, per un importo di 182.634 euro, a cui vanno sommati 4.336 euro per la serata inaugurale, per un totale di circa 190mila euro. Una spesa considerevole visto il risultato e il momento che stiamo vivendo. E allora», dice Masciocco, «verrebbe da chiedersi dove sia finita la città della bellezza, che nei secoli ci ha tramandato un sontuoso patrimonio monumentale così brutalmente illuminato». Anche il deputato della Lega Luigi D'Eramo aveva definito le installazioni bruttissime. Ma il sindaco Pierluigi Biondi non ci sta e replica.
«Quanto ai costi stiamo utilizzando i capitoli di spesa previsti per queste iniziative. Abbiamo atteso la nomina del presidente della Camera di commercio Gran Sasso d'Italia per chiedere una compartecipazione, come negli scorsi anni. In ogni caso, i capitoli di bilancio per promozione turistica e attività culturali, avevano la necessaria capienza», afferma, «si tratta di installazioni uniche, che fotografano un momento storico. Mi auguro che con la dovuta cautela e prestando attenzione alle regole, gli aquilani abbiano modo di apprezzarle. La stampa nazionale ne ha già scritto. Sono installazioni realizzate e proposte dalla società che cura l'illuminazione pubblica, che hanno superato il vaglio sia della sovrintendenza che della curia. Abbiamo inserito percorsi di conoscenza del territorio attraverso citazioni di personaggi celebri sull’Aquila, proprio per dare forza alla candidatura per il 2022. Se non ci fossero mai stati innovazione o coraggio di esprimere pensieri diversi, oggi vivremmo ancora nelle caverne», conclude Biondi, «Luce d'artisti è una sperimentazione: l'arte fa discutere e deve far discutere». Nel frattempo a Collemaggio è stato spento il faro che proietta le scritte: un lato in basso della facciata resta buio, ma l'effetto complessivo è molto più delicato.
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