Luco, dove la convivenza è in salita
Paese alla ribalta per il fenomeno dello spaccio. Il sindaco: situazione migliorata
LUCO DEI MARSI. Siamo a Luco, uno dei paesi della Marsica dove è elevatissima la presenza di stranieri. E dove, soprattutto in passato, si sono avute difficoltà di integrazione. Molti entrano da clandestini, occupano strutture dismesse e se non trovano lavoro ricorrono al “comodo” espediente dello spaccio di droga. A Luco ci sono 870 stranieri, di cui 550 marocchini, su una popolazione di 6mila residenti.
L’integrazione fino a qualche anno fa era più difficile. La microcriminalità era altissima e la diffidenza dei luchesi verso i marocchini – e viceversa – era alle stelle. La situazione è andata migliorando, grazie a una serie di iniziative promosse dalle istituzioni e alla collaborazione con le forze dell’ordine. Ma tanto resta da fare.
«Al nostro arrivo ci furono tre scippi in un giorno», racconta il sindaco Domenico Palma, «abbiamo subito stipulato una convenzione con la polizia provinciale, chiesto un maggiore controllo del territorio da parte di carabinieri e polizia e abbiamo impiegato la polizia locale in verifiche sulle abitazioni affittate e su ogni tipo di irregolarità. Il nostro primo obiettivo è stato quello di eliminare la microcriminalità, il secondo di puntare all’integrazione».
Mentre da una parte venivano arrestati spacciatori e criminali, dall’altra si organizzavano corsi di alfabetizzazione e progetti di integrazione. «Abbiamo avviato dei progetti di alfabetizzazione perché tanti stranieri, se pur residenti da anni qui, non parlavano l’italiano», continua Palma, «grazie a un’iniziativa della prefettura abbiamo aperto un punto informativo in Comune, dov’è presente un mediatore, per abbattere ogni tipo di barriera. A scuola hanno creato degli eventi specifici per far conoscere la cultura di questi Paesi ai ragazzi e la nostra a loro. Abbiamo raggiunto le 100 cittadinanze italiane acquisite da stranieri in Italia da più di 10 anni». (e.b.)
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