Luco rende omaggio al giudice Falcone

27 Marzo 2018

Morto a inizio marzo, fu procuratore generale all’Aquila. Domani arrivano le ceneri: alle 15 una messa

LUCO DEI MARSI. Tornano a Luco dei Marsi le ceneri del giudice Giuseppe Falcone. Già procuratore generale dell’Aquila e presidente del tribunale di sorveglianza di Roma, viveva con la famiglia nella capitale, ma amava Luco, paese d’origine della moglie Lucia Di Giamberardino. Il giudice, presidente del Dipartimento amministrazione penitenziaria, è stato stroncato da un infarto il primo marzo scorso. La moglie e la figlia Chiara hanno subito annunciato la sua volontà di essere cremato e portato nella cappella di famiglia a Luco. Domani le ceneri del giudice arriveranno in paese dove ad attenderlo ci sarà la comunità. Alle 15, nella chiesa di San Giovanni Battista, verrà celebrata una funzione religiosa e subito dopo in corteo si raggiungerà il cimitero. La polizia penitenziaria saluterà il giudice con un picchetto d’onore. Falcone amava trascorrere le sue giornate libere in paese, dove era molto conosciuto e ben integrato nella comunità. Attivo e stimato nell’ambito lavorativo, aveva ricoperto gli incarichi di vicedirettore del Dipartimento amministrazione penitenziaria e per un decennio è stato membro del consiglio di amministrazione del ministero della Giustizia, direttore dell’ufficio del personale civile. Inoltre, aveva guidato l’ufficio del personale di polizia penitenziaria e diretto l’ufficio detenuti. Nell’aprile del 2008 divenne il 67° responsabile della Procura generale di Corte d’appello dell’Aquila dove rimase fino al 2016 lasciando il posto a Pietro Mennini. In molti, poi, lo ricordano nelle vesti di presidente del tribunale di sorveglianza di Roma e di sostituto procuratore generale alla Corte d’appello di Roma. Ebbe un ruolo di rilievo al processo sulla presunta trattativa Stato-mafia e per questo gli affidarono nel 1993 un mandato esplorativo per riorganizzare il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Il primo gennaio 2017 andò in pensione con l’intento di dedicarsi alle sue passioni e di poter trascorrere qualche giorno in più tra i vicoli e il verde di Luco. «Con il presidente Falcone se n’è andato un pezzo di storia dell’amministrazione penitenziaria», ha commentato il segretario del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, Roberto Santini. «Aveva doti umane e manageriali».
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