Luco sotto scacco dell’azienda rifiuti

23 Luglio 2017

L’amministratore Segen: la De Rosa ceda a noi i crediti nei confronti del Consorzio o metteremo in mora il suo Comune

AVEZZANO. Riunione blindata all’assemblea dei soci Segen, convocata d’urgenza per evitare il crac del Cam, dopo la richiesta creditoria del comune di Luco nei confronti del Consorzio acquedottistico.
Nella riunione di ieri pomeriggio, al comune di Tagliacozzo, seguita da polemiche per la decisione di chiudere a pubblico e alla stampa, è stato coinvolto l’amministratore unico della società consortile che si occupa dello smaltimento dei rifiuti, Ferdinando Capone, che dovrà avviare nelle prossime 48 ore un’azione di intermediazione per trovare la quadra alla vicenda. In sostanza la proposta è quella di una cessione di credito dal comune di Luco alla Segen, che acquisirebbe le quote che il Cam deve versare al Comune.
Al riguardo, domani ci sarà una riunione delle parti, che saranno rappresentate dai rispettivi legali. Intanto sul caso interviene anche l’opposizione del comune di Luco, secondo cui il loro sindaco «per cercare di ottenere 900mila euro subito, rischia di dover pagare oltre 3 milioni». Ieri pomeriggio, l’obiettivo del sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, era quello di parlare «a porte aperte» nella sala consiliare, alla presenza dei sindaci.
Ma poi è prevalsa la linea del sindaco di Luco, Marivera De Rosa, che ha chiesto una riunione in camera caritatis. È rimasto fuori anche l’ad del Cam, Giuseppe Venturini, che ha atteso l’esito dell’incontro nell’aula consiliare insieme alla stampa, precedentemente invitata, e ai cittadini. L’operazione utile ad arrivare alla chiusura della complessa vertenza, che rischia di portare al fallimento del Cam e al dissesto di molti Comuni marsicani, prevede un trasferimento dei debiti. Il credito che Segen vanta sul comune di Luco dovrebbe essere trasferito al Cam che, anziché pagare le quote a Luco, le verserebbe alla Segen, fulcro dell’operazione di transazione.
Tutto ciò sarà possibile solo se il comune di Luco accetterà di dissequestrare tutti i conti e i crediti nei confronti del Cam. Se ciò non avverrà, gli altri Comuni soci della Segen si sono detti pronti a «chiedere al comune di Luco di onorare i debiti nei confronti della società consortile. Segen», ha spiegato il sindaco di Capistrello Francesco Ciciotti, «ha un credito nei confronti del comune di Luco che sta proponendo un piano di rientro che la stessa Segen sta accettando e che prevede una quota iniziale di versamento e poi rate mensili, con sequestro dell’atto ingiuntivo in caso di mancato pagamento. Con il Cam c’è la stessa situazione, ma all’inverso, poiché il Comune è creditore e viene proposto un piano di rientro con le stesse condizioni del caso Segen. Però la differenza», sottolinea Ciciotti, «è che dal Cam il Comune pretende delle garanzie diverse e più rigide, perché non si fida. Qualcosa non quadra. Non si può adattare a una soluzione quello che fa comodo, mentre nell'altra non si accettano le condizioni che il Cam sta proponendo».
Ovviamente gli 11 Comuni soci della Segen si accollano una responsabilità per tutti i 33 Comuni soci del Cam, poiché se l’operazione, una volta avviata, dovesse fallire, a pagare saranno solo gli 11 soci Segen. Per Luco Futura, coalizione guidata dall’ex sindaco Domenico Palma, quella della Marivera è una «mossa più populistica che utile: è giusto lottare per ottenere soldi nostri di diritto, ma pignorare i conti di un’azienda compartecipata al 4% può essere un boomerang».
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