Lucoli, al Giardino della memoria del sisma la commemorazione delle 309 vittime

3 Aprile 2019

Il 6 aprile alle 15 commemorazione del decennale del sisma al Giardino della Memoria di Lucoli. Ne dà notizia Luciano Quartaroli (NoiXLucoli Onlus).«In una cultura distante dalla natura e...

Il 6 aprile alle 15 commemorazione del decennale del sisma al Giardino della Memoria di Lucoli. Ne dà notizia Luciano Quartaroli (NoiXLucoli Onlus).
«In una cultura distante dalla natura e sovraccarica di oggetti per ogni esigenza della vita, la memoria di chi è morto è spesso vissuta come un tabù», informano i promotori dell’iniziativa. «Da nove anni esiste il “Giardino della Memoria del Sisma” di Lucoli dedicato al ricordo delle 309 vittime del terremoto del 2009. La nostra associazione ha voluto rappresentare una sorta di comunione tra vivi e la memoria delle vittime del sisma del 2009 realizzando un giardino di “Frutti Antichi”, cioè un sito di conservazione della biodiversità e di grande valenza paesaggistica. L’elemento vegetale che popola il Giardino rappresenta l’identità del territorio, quei frutti che, nell’arco di questi ultimi 30-40 anni, hanno conosciuto un lento e, silenzioso abbandono per l’affermazione della frutticoltura moderna ovvero di quella cosiddetta industriale. Il Giardino di Lucoli è una sorta di piccola “Arca di Noè” dei pomari, luogo in cui trovare diverse tipologie di frutti autoctoni dell’Appennino, frutti quasi scomparsi e recuperati grazie alla tenacia dei contadini. Il 6 aprile del 2019 commemoreremo l’anniversario del terremoto d’Abruzzo, alle 15, con la celebrazione della messa nell’Abbazia di San Giovanni Battista. La commemorazione del decennale del terremoto nei pressi di un frutteto vuole trattenere i frammenti di memoria in una cornice di cultura contadina, intessuta sul rispetto per la natura e il ciclo delle stagioni: dove c’era un tempo per tutto. Volendo diffondere questi valori, al termine della cerimonia religiosa i nostri soci doneranno ai partecipanti, fino ad esaurimento, delle piante da frutto propagate dalle specie che vegetano nel Giardino: vogliamo conservare e far conservare, in modo concreto, il ricordo delle persone alle quali abbiamo dedicato questo luogo legandolo alla conservazione delle biodiversità frutticole dell’Appennino».