Lucoli, paese mobilitato a difesa della scuola

29 Gennaio 2019

Sindaco, consiglieri e personale della “Marrelli” cercano nuove iscrizioni per scongiurare la chiusura

LUCOLI. «Non chiudete la nostra scuola». È l’appello accorato e politicamente trasversale che arriva dal Comune di Lucoli. Dove la scuola Primaria e dell’Infanzia intitolata al patriota Pietro Marrelli l’anno prossimo potrebbe non riaprire. E sparire dopo decenni di vita e di storia, sotto i colpi dello spopolamento e delle regole stringenti della burocrazia che non ammette deroghe: niente scuola se gli iscritti non superano il tetto stabilito dalla circolare Miur per la formazione delle classi. È la legge, bellezza. E scatta il lavoro meticoloso e faticoso per cercare di fermare la macchina del tempo e convincere i genitori a iscrivere i loro bambini alla “Marrelli”. Ci sono due giorni di tempo: giovedì scadono i termini (salvo proroghe). Un destino, quello dello spopolamento, comune a tanti paesi, che ogni anno devono fare i conti con la perdita degli abitanti, soprattutto i più giovani. Con una penalizzazione in più per il Centro Italia: il sisma ha accelerato i processi di fuga dai paesi. A Campotosto oggi vivono 180 persone, a Lucoli gli abitanti sono scesi sotto i mille. A Navelli prende piedi la consapevolezza che già dal prossimo anno l’asilo non avrà bambini a sufficienza.
A Lucoli le sette maestre, il dirigente scolastico Gilberto Marimpietri e il sindaco Valter Chiappini (affiancato dai consiglieri di maggioranza e opposizione), cercano di non gettare la spugna, «ma non sappiamo più cosa inventarci», dicono, riuniti al tavolo del laboratorio d’Informatica dove i bimbi apprendono i rudimenti del digitale, segno che la qualità della didattica non si è mai abbassata. «Lo dimostrano anche gli ultimi dati Invalsi», dice orgoglioso il dirigente. Ma poi, lo sguardo cade sulle carte e sulle pluriclassi e lo sconforto sale. «L’anno scorso avevamo 32 alunni», dice Marimpietri. «Dieci di loro hanno concluso il ciclo scolastico, 4 sono i bambini persi perché i loro genitori hanno deciso di spostarli in altri plessi». Facile fare i conti: 16 i bambini che resteranno per l’anno 2019/2020, impossibile la formazione dell’asilo. Eppure, «oltre a una didattica importante, con il potenziamento dell’inglese, facciamo laboratori di ogni tipo, cuciniamo in loco nella nostra mensa, utilizzando i prodotti locali e un menu su misura», spiegano le maestre Graziella Ferella, da 26 anni a Lucoli e Rachele Bergantino. «Di più, cosa possiamo fare?». Il sindaco è disposto a forzare le regole per tenere in vita la scuola e il paese. «Introdurremo buoni pasto gratis per l’Infanzia e trasporto scolastico gratuito per Infanzia e Primaria, un servizio che già si fa “porta a porta” e al quale non intendo rinunciare. «Sposteremo fondi dal bilancio, disposti a rischiare la Corte dei Conti. E per i prossimi 10 anni le giovani coppie che verranno a vivere qui non pagheranno tasse».