Ludopatia, allarme per gli studenti

24 Ottobre 2018

A confronto nel convegno del Centro esperti del Serd, alunni del d’Aosta, magistrati e Bper: il gioco d’azzardo è una malattia

L’AQUILA. Il gioco d’azzardo come sfogo di frustrazioni economiche e caratteriali, come casualità della vita che plana nella sfera del vizio, come occasione per scalare rapidamente la piramide sociale. Senza porre limiti, mettendo a rischio denaro, famiglia, persino se stessi. Il confine che conduce dritti alla ludopatia, dal latino ludum (relativo al gioco), che entra in composizione con il suffisso greco patheia (malattia), è estremamente labile. Di gioco ci si può ammalare, con conseguenze pesanti sul piano emotivo ed economico.
I dati regionali delineano un quadro allarmante: l’Abruzzo è la regione con la raccolta annua pro-capite più alta, secondo il report dell’Ufficio parlamentare di bilancio: 1.767 euro a testa, che prendono il volo tra slot machine, tagliandi della fortuna, scommesse on line e lotterie. Il 9,7% del reddito degli abruzzesi viene destinato al gioco. La provincia dell’Aquila, tra le prime dieci per importi destinati al gioco d’azzardo, detiene un triste primato nazionale, quello delle slot machine: una per ogni 83 abitanti. Numeri che si traducono nella necessità di intervenire sulla prevenzione e porre un rimedio medico al fenomeno della ludopatia.
Argomenti sviscerati nell’incontro-dibattito organizzato dal quotidiano il Centro, in collaborazione con Bper Banca, e dall’istituto d’Aosta dell’Aquila, alla presenza di 200 studenti. Alla tavola rotonda, moderata dalla giornalista Monica Pelliccione, hanno preso parte il sostituto procuratore della Repubblica, Roberta D’Avolio, il responsabile Serd dell’Asl, Daniela Spaziani, il responsabile direzione territoriale Bper Adriatica, Guido Serafini, e il dirigente scolastico, Maria Chiara Marola.
EXPLOIT POST-SISMA. Sono in cura al Serd dell’Aquila una cinquantina di giocatori patologici. «Il sisma», ha spiegato Spaziani, «ha indotto a un aumento dell’uso di psicofarmaci e di giocatori d’azzardo. Il trend è andato crescendo con un rapporto, rispetto al tasso di disoccupazione, più preoccupante rispetto ad altri territori». Nel 2017, secondo l’indagine Espad, in Italia hanno giocato 1 milione di studenti, tra i 15 e i 19 anni, con una percentuale di maschi doppia rispetto alle ragazze.
PATOLOGIA E REATI. Dei reati connessi alla patologia del gioco ha parlato, nel suo intervento, il sostituto procuratore, D’Avolio: «Il gioco d’azzardo», ha spiegato, «è un’ossessione irrefrenabile, compulsiva, che comporta un’azione ripetuta, indotta dalla mente, che va a incidere sulla capacità di volere del soggetto. La necessità di procurarsi denaro per continuare a giocare induce, spesso, a commettere reati quali furti, rapine, truffe, ingresso nel mondo della criminalità organizzata. Il tribunale per i minorenni dell’Aquila ha trattato diversi casi di minori sottoposti a processo penale perché sono entrati nel mondo della criminalità per dipendenza dal gioco d’azzardo. Quelli più incalliti», ha sottolineato D’Avolio, «hanno sempre il vizio del gioco d’azzardo».
BLOCCO CARTE DI CREDITO. La Bper è la prima banca in Italia ad aver inibito le carte di credito al gioco d’azzardo on line e nelle ricevitorie e tabaccherie. «In questi luoghi le nostre carte di credito non possono essere utilizzate», ha ricordato Serafini, «è una scelta culturale e formativa. Siamo coinvolti in un progetto di attenzione alla dimensione del gioco d’azzardo patologico, che ha troppe conseguenze negative. Va, quindi, monitorato e fronteggiato». (m.p.)
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