Lunga fila per ritirare i certificati di vaccinazione

5 Settembre 2017

L’AQUILA. Ospedale di Collemaggio, ore 11. Un lunga fila davanti all'ufficio igiene. Certificati di vaccinazione, recita il grosso cartello all'ingresso. Mugugni dei genitori che si lamentano per la...

L’AQUILA. Ospedale di Collemaggio, ore 11. Un lunga fila davanti all'ufficio igiene. Certificati di vaccinazione, recita il grosso cartello all'ingresso. Mugugni dei genitori che si lamentano per la lunga fila. «Guardi che roba, solo per ritirare un certificato. Poi ne faremo un'altra per le vaccinazioni che mancano». È uno degli effetti collaterali del decreto Lorenzin, il ministro della Salute, che per legge ha aumentato il numero delle vaccinazioni e ha reso obbligatoria la presentazione delle certificazioni per l'inizio dell'anno scolastico. «Ci dispiace per le file», si scusa con l'utenza il responsabile del servizio, il dottor Enrico Giansante, «e ognuno di noi fa il massimo per ridurre al minimo i disagi. Basti pensare che l'ufficio di Collemaggio è stato attivato proprio per togliere pressione al reparto vaccinazioni al San Salvatore a Coppito». Nel decreto sono previste delle scadenze per fare le vaccinazioni e produrre le necessarie certificazioni. In realtà, mentre per le scuole materne la certificazione andrebbe prodotta entro il 10 settembre, scadenza poi spostata all'11, c'è più tempo per le scuole dell'obbligo, elementari e superiori. «I genitori sono arrivati tutti insieme», spiega Giansante, «e ieri in 4 abbiamo elaborato circa 300 pratiche, contro le 150 del giorno prima. Un numero che dovrebbe progressivamente scendere». «Non è più come negli anni '50 e '60, quando i bambini si mettevano in fila, una puntura e via», spiega Giansante, «oggi ci vuole più tempo. Dopo il consenso informato e la somministrazione del vaccino, il bambino resta per qualche minuto in attesa di eventuali reazioni avverse che, nella nostra esperienza, sono comunque limitatissime». In casi particolari il pediatra o il medico può esentare il bambino dalle vaccinazioni. «Ogni evento avverso, seppur raro, viene comunque segnalato al ministero della Salute. A parte i pochi casi certificati in cui è meglio soprassedere, i vaccini restano un presidio fondamentale», conclude Giansante. (r.p.)
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