Lunghe code di cittadini nell’unica farmacia aperta

27 Dicembre 2016

Di turno solo quella a Borgo Angizia destinata a passare dalla gestione del Comune dell’Aquila a quello di Avezzano

AVEZZANO. Lunghe attese e code per acquistare i medicinali nell’unica farmacia aperta in città nel giorno di festa. Aspirine, antibiotici e protettori gastrici in inverno e durante le festività possono essere necessari per grandi e piccoli. In tanti, infatti, ieri hanno cercato una farmacia aperta per poter acquistare medicinali urgenti. Ma non è stato facile. Tutte le farmacie della città, infatti, erano chiuse fatta eccezione per quella comunale di San Pio X. Il quartiere di Borgo Angizia (Pucetta) è stato preso d'assalto dagli avezzanesi che hanno trovato numerose difficoltà a trovare un posto vista anche la vicinanza con la chiesa dove ieri in molti si sono ritrovati per la ricorrenza di Santo Stefano. All’interno della farmacia, poi, tanta l’attesa per essere serviti a causa dell’alta affluenza di clienti. «Capita spesso, in questo periodo di feste, che si debba riprendere la vita quotidiana con le sue incombenze e scadenze», ha commentato Giovanni Ceglie, segretario di circolo del Partito democratico di Avezzano, «succede quindi che si debba andare in farmacia per medicinali che servono in un periodo dell’anno in cui l’influenza ha il massimo sviluppo sia per noi sia per i nostri piccoli, avendo questi ultimi meno difese immunitarie. Insieme al delegato del sindaco di Avezzano per le periferie Gianni Mancini ci siamo quindi messi alla ricerca di una farmacia aperta ad Avezzano nel giorno di Santo Stefano (ieri per chi legge). Dopo aver ispezionato diverse farmacie ci siamo resi conto che di turno era quella a San Pio X, nel quartiere di Pucetta». Ceglie e Mancini hanno constatato i disagi riscontrati dagli avezzanesi parlando con alcuni di loro e ascoltando le varie testimonianze. «Un pellegrinaggio di persone con la necessità, come noi, di farmaci ha creato una coda che usciva fuori la porta, creando ingorghi e attese estenuanti», ha continuato il segretario Ceglie. «In un periodo di festa nessuno si è lasciato trascinare dal fastidio di dover fare una fila per medicinali di prima necessità, ma salta all’occhio in ogni caso che una città con più di 40 mila abitanti e frazioni limitrofe è servita da una sola farmacia. L’esercizio aperto, inoltre, è quello che il sindaco Di Pangrazio ha voluto fortemente trasferire dall’azienda municipalizzata dell’Aquila a quella di Avezzano in modo da avere una gestione diversa visto che non ha mai raggiunto le aspettative dell’amministrazione avezzanese».

Alla luce di quello che è accaduto il Pd, nella persona del suo segretario, ha chiesto al primo cittadino «di chiudere quanto prima l’iter che vede questa farmacia ancora sotto la gestione dell’Aquila, così da rispondere a politiche e gestioni marsicane di cui possiamo controllarne l’operato al fine di venire incontro alle esigenze dei cittadini». (e.b.)

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