Lunghe file e caos alla farmacia del San Salvatore

Scoppia la protesta degli utenti, in attesa sotto la pioggia La Asl: firmata una convenzione, risolveremo il problema
L’AQUILA. Ore 10, farmacia dell'ospedale San Salvatore. Come accade da qualche tempo, ovvero da quando la farmacia è stata trasferita sul lato della chiesa, fuori dei locali si forma una piccola folla. Pioviggina. Qualcuno è costretto ad aprire l'ombrello. Dentro, la calca aumenta. Ci sono solo 6 sedie, anzi, come fa notare un utente, 5 sedie e mezza, perché una di queste sbatte contro un'altra sedia ed è inutilizzabile. Un solo sportello attivo, per ogni ricetta attese lunghissime. Persone in salute che devono prendere le medicine per i loro cari ammalati, medicine che le farmacie normali non possono dare. Ma ci sono anche ammalati che non possono stare in un ambiente tanto ristretto. C'è un uomo che si ripara le vie respiratorie con una mascherina, e che vorrebbe ripararsi dal freddo ma non può entrare. Troppa calca. E a un certo punto la rabbia esplode. Una donna particolarmente combattiva chiede informazioni alla dottoressa allo sportello. Non soddisfatta della risposta prende il cellulare e comincia a fare i numeri della direzione sanitaria dell'ospedale. Qualche minuto dopo arriva anche l'ex sindaco Massimo Cialente, in farmacia per ritirare un farmaco. «Questa cosa è inconcepibile», dice al telefono. E anche l'ex sindaco comincia a inviare messaggi al manager della Asl, Rinaldo Tordera. «Una volta c'era la stanza sull'altro lato, era ampia, calda, e ci potevamo sedere», racconta la donna, «all'improvviso la farmacia è stata spostata in questa stanzetta di fronte alla chiesa». «Ho chiesto alla dottoressa allo sportello di venire a vedere la fila fuori, e lei mi ha risposto che non sapeva cosa fare. E allora sono andata su tutte le furie». Passano pochi minuti, arriva trafelato Ugo Colista, dell'ufficio supporto stampa. È stato inviato dal manager Tordera a scusarsi con gli utenti. Porta la promessa che «presto tutto verrà messo a posto». Proprio ieri mattina, infatti, il responsabile del reparto Eugenio Ciacco era a Pescara per firmare una convenzione per permettere alle farmacie del territorio di distribuire alcuni farmaci «in nome e per conto» della farmacia del San Salvatore. Non tutti. Determinati farmaci devono restare di esclusiva competenza della farmacia ospedaliera dove da qualche tempo è entrato in azione un robot smista medicine. Robot a prova di errore, ma tutt'altro che un fulmine quando deve pescare una singola scatola. Con la convenzione firmata ieri, però, l'utenza costretta ad utilizzare la farmacia dell'ospedale dovrebbe dimezzarsi. E si cercherà una stanza più grande, promettono alla Asl.
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