Lupi, corvi e grifoni uccisi con il veleno

19 Maggio 2023

Almeno 14 carcasse trovate a Cocullo, analisi allo Zooprofilattico. Individuati anche bocconi intrisi di sostanze chimiche

COCULLO. Nove lupi, tre grifoni e due corvi imperiali trovati morti nel Parco. Un vero e proprio sterminio dietro al quale con tutta probabilità si nasconde la mano dell’uomo. I referenti del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise sospettano che a provocarne la morte siano stati dei bocconi avvelenati. Gli animali sono stati ritrovati nella zona di Olmo di Bobbi, nel territorio di Cocullo, località nota per essere praticamente lo spartiacque tra la Valle del Giovenco, la Valle Subeacquana e la Valle Peligna. Un corridoio naturale tra il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e il Parco regionale del Sirente-Velino.
Spiegano dal parco presieduto da Giovanni Cannata: «Questo aspetto accresce l’importanza dell’area, esterna ai confini delle due aree protette ma in parte inclusa nell’area contigua del Parco nazionale. Un elemento, questo, molto importante dal momento che assicura il diritto agli allevatori della zona all’indennizzo dei danni provocati da lupo e orso». Le cause della strage devono essere ancora certificate dall’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise, dove sono state portate le carcasse degli animali morti, ma il rinvenimento nei giorni scorsi di alcuni bocconi intrisi di sostanze chimiche lascia pochi dubbi.
«Abbiamo moltiplicato gli sforzi per la sensibilizzazione e la prevenzione e attivato il supporto determinante delle unità cinofile dei carabinieri forestali e del parco», continuano dall’area protetta, «per questo non è più accettabile tollerare passivamente gli accadimenti ed è necessario che i Comuni, i proprietari dei pascoli e la Regione Abruzzo adottino provvedimenti che colpiscano duramente questi comportamenti illeciti e criminali. Occorre adottare norme che vietino ogni e qualunque attività nelle aree interessate dalla presenza di esche e bocconi avvelenati, replicando cioè la norma già vigente per le aree percorse dal fuoco. Solo così sarà possibile, anche grazie al contributo determinate della stragrande maggioranza di allevatori onesti, isolare i criminali che pensano di ricacciare la Regione verde d’Europa, portata a simbolo di convivenza tra uomo e grandi predatori, al medioevo culturale in cui i bocconi avvelenati erano lo strumento per eliminare componenti fondamentali degli habitat che tutti ci invidiano e che non possiamo certo perdere a causa di pochi delinquenti».
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