Lupi nei centri abitati: al via il monitoraggio

11 Gennaio 2022

Siglato un protocollo d’intesa in prefettura per tutelare la specie, ma anche colture e allevamenti

L’AQUILA. Con la firma del prefetto dell’Aquila Cinzia Torraco è stato ufficialmente siglato il protocollo d’intesa per la gestione della specie “canis lupus” in aree antropizzate cui hanno aderito: l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, il gruppo carabinieri forestali dell’Aquila, il Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, il Parco nazionale della Maiella, il Parco nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga, la Regione Abruzzo dipartimento Agricoltura, il Parco naturale regionale Sirente-Velino, l’Asl 1 Abruzzo, la Provincia dell’Aquila, l’Associazione nazionale comuni Italiani Abruzzo e l’Università dell’Aquila. Il documento nasce dall’esigenza, manifestatasi nel territorio della provincia, di provvedere da un lato al monitoraggio degli individui appartenenti alla specie “Canis lupus” che frequentano l’ambiente antropico o confidenti per i quali, tramite analisi genetiche di campioni biologici non invasivi o invasivi, viene rilevata l’appartenenza alla tipologia ibrida lupo-cane, dall’altro alla necessità di prevenire danni gravi all’allevamento e alla proprietà, nell’interesse della sanità e della sicurezza pubblica della popolazione dei Comuni interessati. Il protocollo, inoltre, intende contemperare la necessità di preservazione degli individui appartenenti alla specie “Canis lupus” con l’esigenza di provvedere all’individuazione e al monitoraggio degli esemplari che frequentano i contesti urbani e che potrebbero diventare confidenti, assicurando quindi la corretta informazione della popolazione in merito alle caratteristiche eco-etologiche dei medesimi e ai corretti comportamenti da osservare in loro presenza. Con l’attivazione del protocollo, in vigore per i prossimi 5 anni, sono state disciplinate tutte le competenze in carico a ogni singolo sottoscrittore e la prefettura garantirà il coordinamento delle attività di attuazione mediante la convocazione di apposite riunioni tra le parti e l’istituzione di una cabina di regia per il coordinamento degli interventi. Il prefetto ha espresso ampia soddisfazione per la firma del documento che, oltre a tutelare una specie altamente rappresentativa del patrimonio faunistico provinciale, permetterà di salvaguardare la sicurezza pubblica della popolazione, prevenendo altresì danni gravi alle colture e agli allevamenti.
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