Lupo trovato morto sul ciglio della strada

4 Febbraio 2020

L’animale era vicino a Luco dei Marsi, potrebbe avere ingerito bocconi avvelenati. In corso le analisi

LUCO DEI MARSI. Un lupo è stato trovato morto nella frazione della Petogna, non distante dal centro abitato di Luco dei Marsi.
Sono ancora ignote le cause che hanno portato alla morte dell'esemplare, appartenente a una specie particolarmente protetta. Si tratta di un giovane maschio che, secondo le prime ipotesi, potrebbe essere stato avvelenato. Nonostante si trovasse a bordo strada, non presentava segni evidenti di investimento. Sul posto sono intervenuti i veterinari della Asl per fare luce sul caso. Dovranno accertare la presenza di eventuali ferite causate da traumi da investimento. In caso contrario, sarà necessario l'esame tossicologico. L’animale è stato trasportato all’istituto zooprofilattico di Caruscino, ad Avezzano, per le analisi del caso.
Le indagini sono svolte dalla polizia provinciale, coordinata dal comandante Antonio Del Boccio, intervenuta sul posto insieme agli operatori del servizio veterinario della Sanità animale. Il personale veterinario dovrà verificare e rendere note le cause della morte. Inoltre, come da profilassi, saranno eseguiti tutti gli esami per accertare che non abbia particolari patologie che possano diffondersi tra la fauna.
Si tratta del secondo caso di lupo morto nel territorio abruzzese nel giro di poche ore. Nelle campagne del Teramano i carabinieri, allertati da un residente, hanno trovato un esemplare maschio senza vita. Si trovava in località Casa Grifoni, Piane di Campovalano, del Comune di Campli. La carcassa era su un terreno agricolo, poco distante dalle case. Si tratta di un esemplare di lupo appenninico adulto, in ottimo stato di conservazione, ma con segni riconducibili a una morte per avvelenamento. Presentava infatti estensione e rigidità degli arti, opistotono (collo e testa incurvati) e occhi spalancati. Una morte avvenuta presumibilmente poche ore prima il rinvenimento.
Nell’ultimo periodo i carabinieri forestali hanno effettuato diversi interventi di controllo del territorio regionale, per contrastare il fenomeno dell’utilizzo di esche e bocconi avvelenati. Una piaga che interessa tutto il territorio e che spesso colpisce esemplari diversi da quelli a cui è destinato il veleno.
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