Lusi si costituisce, Natale dietro le sbarre

L’ex tesoriere nel carcere San Nicola di Avezzano. Altra azione giudiziaria della Margherita per recuperare 10 milioni
AVEZZANO. Trascorrerà il Natale dietro le sbarre del carcere San Nicola di Avezzano l’ex senatore Luigi Lusi. A mezzogiorno in punto di ieri l’avvocato originario di Capistrello si è presentato nel penitenziario di via San Francesco accompagnato dal proprio legale, Renato Archidiacono.
Lusi, ex tesoriere della Margherita e per un lungo periodo influente politico in Abruzzo, è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione per appropriazione indebita di 25 milioni di euro dalle casse del partito. Inoltre, è stato condannato anche per calunnia nei confronti dell’allora presidente della Margherita, Francesco Rutelli. Nel 2012 Palazzo Madama aveva già votato sì alla richiesta del suo arresto.
L’ex senatore era accusato di aver intascato soldi pubblici a partire dal 2002, i rimborsi elettorali dovuti alla formazione politica di cui controllava la cassa. Ricorrendo a due società estere era riuscito a portare i soldi in Canada. La seconda sezione penale della Cassazione di Roma, dopo una lunga camera di consiglio iniziata e poi interrotta al termine dell’udienza del 23 novembre e ripresa martedì mattina, ha dichiarato inammissibile il ricorso di Lusi, ritoccando la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici, da perpetua a cinque anni. Lusi, che in attesa della condanna definitiva ha continuato a esercitare la professione legale (negli ultimi tempi tra la capitale e Avezzano), è stato anche interdetto per un anno dalla sua attività. Sono stati dichiarati inammissibili anche i ricorsi presentati dai commercialisti Mario Montecchia e Giovanni Sebastio, che in appello erano stati condannati, rispettivamente, a tre e due anni di reclusione, e quello della collaboratrice di studio di Lusi, Diana Ferri. Per Lusi è stata confermata anche la confisca dei beni disposta dalla Corte d’Appello di Roma il 31 marzo del 2016. Gli inquirenti sono finora riusciti a recuperare solo una piccola parte della cifra sottratta, già tra l’altro devoluta dalla Margherita al ministero delle Economia e delle Finanze, ma sono in corso azioni giudiziarie, anche in Canada, spiegano dallo staff dell’ex sindaco di Roma, per recuperare altri 10 milioni. Qualunque cifra si recuperi sarà devoluta allo Stato. La decisione del collegio della Cassazione, presieduto da Giacomo Fumu, è andato oltre le richieste del pg Alfredo Viola, che nella sua requisitoria, pur imputando a Lusi «fatti di innegabile gravità, ampiamente provati dalle due sentenze di merito culminate in decisioni convergenti», aveva ritenuto prescritte alcune «sottrazioni» di fondi, chiedendo al collegio di ricalcolare la pena in 5 anni e 3 mesi. Dal ricalcolo del collegio non è evidentemente risultato così. (r.rs.)
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