Ma a Tagliacozzo è mobilitazione

Oggi consiglio comunale straordinario per scongiurare tagli allo storico presidio
TAGLIACOZZO. Grande mobilitazione contro il provvedimento di cancellazione dell’ospedale di Tagliacozzo, previsto nel Piano approvato dal ministero e che ora dovrà essere validato dalla giunta e dal consiglio regionale. A Tagliacozzo è stato convocato per oggi alle 18 un consiglio comunale straordinario. Ma le iniziative di protesta contro la cancellazione del codice ospedaliero di Tagliacozzo, che vanta un polo riabilitativo d’eccellenza, stanno coinvolgendo partiti politici, comitati e associazioni che stanno progressivamente prendendo posizione. A guidare la battaglia, definita «di civiltà», è il primo cittadino, Vincenzo Giovagnorio, che accusa il presidente della Regione, Marco Marsilio, di aver richiamato all’ordine i suoi consiglieri marsicani di maggioranza “invitandoli” «a non interessarsi dell’ospedale di Tagliacozzo». La risposta sarà l’approvazione di una mozione a salvaguardia del presidio alla presenza dei sindaci della Marsica, di cui gran parte ha dato ufficiale adesione, ma anche di consiglieri regionali e parlamentari di tutti gli schieramenti. «L’assessore alla Sanità Nicoletta Verì», ha sottolineato il sindaco, «con i direttori Pierluigi Cosenza e Claudio D’Amario, e con l’assenso del presidente Marsilio, ha cancellato, senza una reale necessità oggettiva, l’unico ospedale della Regione che offre il servizio di riabilitazione. E di tutto l’Abruzzo l’unico ad essere soppresso. Come mai? Che interessi ci sono dietro? Quanto spende la Regione per far fare riabilitazione agli abruzzesi che vengono indirizzati nelle cliniche private e addirittura fuori regione?». Risposte sono attese nell’assise di oggi.
Intanto, si moltiplicano le critiche contro il provvedimento. «Una perdita immane per tutti i cittadini e per l’intero sistema sanitario regionale», ha affermato il segretario Pd di Sante Marie, Andrea Conte, «il codice di presidio ministeriale 130006, non avrebbe pregiudicato l’approvazione del nuovo piano come ha ricordato diligentemente il sindaco Giovagnorio». «L’attuale governo regionale rimprovera i cittadini che si stanno muovendo a difesa del presidio», ha ricordato il comitato cittadino, «hanno invece l'obbligo di correggere il piano e una scelta politica che non si spiega e che andrà chiarita in tutte le sedi competenti». (p.g.)
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