Ma c’è anche chi investe sul territorio

Zte, Dompé e Thales Alenia puntano su nuove produzioni e incrementano i posti di lavoro
L'AQUILA. Non è tutto nero. Di fronte a un territorio che arranca e a industrie costrette a licenziare, senza più neppure un sistema di ammortizzatori sociali in grado di governare i processi di riorganizzazione, nascono nuove realtà imprenditoriali. Poche, in realtà. Ma apprezzabili per qualità e investimenti. È il caso della Zte, la multinazionale cinese che opera nel settore delle telecomunicazioni, fresca di inaugurazione di un centro di ricerca all'interno del Tecnopolo d'Abruzzo.
Una cinquantina i ricercatori che verranno assunti nel prossimo triennio per studiare le molteplici applicazione della nuova frontiera delle telecomunicazioni: il 5G, in grado di velocizzare al massimo i collegamenti telematici e di interconnettere più apparecchi contemporaneamente. Svariati i campi di utilizzo, compreso quello medico e informatico. Come affermato dall'amministratore delegato di Zte, Hu Kun, «L'Aquila sarà una realtà sempre più strategica».
Un hub europeo, dove sperimentare la rete di quinta generazione. Altra azienda che ha mostrato volontà di crescita, tradotta in 30mila metri quadrati di nuova superficie, che verranno inaugurati entro l'anno e in 23 milioni di investimento, è la Dompé. Il colosso farmaceutico , che ha usufruito di 10 milioni di fondi pubblici del Contratto di sviluppo siglato dal governo a novembre 2015, sta raddoppiando l'attuale stabilimento di Pile.
Una ventina le nuove assunzioni che porteranno a 300 dipendenti l'organico complessivo. La Dompé è approdata all'Aquila nel 1993: progettato dalla società statunitense Foster- Wheeler, è uno dei principali centri di ricerca e produzione farmaceutica del Centro-sud Italia. Nello stabilimento aquilano vengono prodotte ogni anno circa 34 milioni di confezioni di farmaci. Tra le aziende che, di recente, hanno operato investimenti sul territorio anche la Thales Alenia.
Il nuovo stabilimento Leonardo, dedicato alle attività avioniche del gruppo Thales, è stato inaugurato a luglio scorso. Un sito di 4.500 metri quadrati, costato 8 milioni di euro, in parte finanziati dallo Stato. Sono 141 i dipendenti che lavorano alla progettazione e certificazione di sistemi di identificazione installati a bordo di aerei militari e civili e di apparati per le comunicazioni avioniche. Infine, l’azienda collocata all'interno dell'ex polo elettronico. Il 5 febbraio scorso il taglio del nastro per la società guidata da Francesco Baldarelli, che al momento occupa una quarantina di lavoratori, che a regime saliranno a 80. Nello stabilimento vengono trattate diverse tipologie di rifiuti elettronici.(m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

