Ma fuori è protesta: «Dignità per la sanità»

Medici, difensori del punto nascita e associazioni cattoliche chiedono una struttura di primo livello
SULMONA. “Dignità per la sanità” è uno degli slogan che riecheggia sul prato all’inglese che abbellisce l’esterno del nuovo ospedale sulmonese. Nel corso della cerimonia in pompa magna, sono rimasti con le spalle alla struttura in vetro i sindacati, i manifestanti dei comitati “Mo bast” e “Salviamo il punto nascita”, dei medici e delle associazioni cattoliche, con fiocchi rossi al braccio. “L’ospedale di Sulmona non si tocca”, e ancora “Sì all’ospedale antisismico e no al presidio svuotato di contenuto”, si legge sui cartelli. Filo conduttore della protesta? Rivendicare un ospedale di primo livello, respingendo la declassificazione attuata dalla Regione col presidio di base. «La realizzazione di nuovi ospedali, più moderni e sicuri dal punto di vista sismico, costituisce una conquista», dice il segretario di Anaao Assomed Abruzzo, Alessandro Grimaldi, «e, dunque, non possiamo che rallegrarci per l’inaugurazione di questa nuova struttura. Di pari passo, il sistema sanitario abruzzese dovrebbe concentrare i propri sforzi anche nella direzione di attirare nuove risorse professionali e valorizzare quelle esistenti. Va quindi assegnata una vocazione ai nostri ospedali, esaltando al loro interno le specialità e rafforzando al contempo la medicina del territori. Altrimenti, rischieremo di continuare a pagare un prezzo troppo salato alla mobilità passiva e alla scarsa appetibilità dei nostri presìdi». Stesse rivendicazioni di Giovanna Cianfaglione, con fiocco rosso sul braccio. «L’ospedale è molto bello», afferma, «ma va riempito». In pratica, è gradita «la confezione del pacco natalizio, un po’ meno il contenuto». (f.p.)
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