Ma gli sconfitti non ci stanno, via ai ricorsi Di Pangrazio: «Andava rispettata la legge»

AVEZZANO. L'interpretazione del tribunale di Avezzano ha scatenato una serie di reazioni a catena, soprattutto da parte dei consiglieri esclusi che si apprestano a presentare ricorso. Non ha digerito...
AVEZZANO. L'interpretazione del tribunale di Avezzano ha scatenato una serie di reazioni a catena, soprattutto da parte dei consiglieri esclusi che si apprestano a presentare ricorso. Non ha digerito la decisione della commissione del tribunale di Avezzano, guidata dal presidente Eugenio Forgillo, neanche il primo cittadino uscente, Gianni Di Pangrazio, che convocherà tutto il gruppo per fare il punto della situazione e decidere il da farsi.
«Ho già espresso il mio disappunto al presidente della commissione», ha affermato Di Pangrazio, «sottolineando che è stata presa una decisione assurda che non ha tenuto conto della legge, ma della giurisprudenza. Il presidente della commissione deve invece applicare la legge e non calarsi, come ha fatto, nelle vesti di giudicante. Doveva semplicemente fare i conti, mentre è andato oltre le sue competenze che erano quelle di presidente della commissione. Doveva semplicemente fare la proclamazione degli eletti. Credo che i consiglieri abbiano tutto il diritto di fare ricorso».
Uno dei grandi esclusi a sorpresa è il consigliere Roberto Verdecchia, da oltre dieci anni seduto tra i banchi del consiglio comunale, prima in opposizione, poi in maggioranza e come assessore. «Prendo atto della decisione del presidente della commissione elettorale», ha affermato l’avvocato Verdecchia, «che molto probabilmente, dimenticando di applicare la legge base e sostituendosi alla magistratura amministrativa, ha interpretato delle sentenze del Consiglio di Stato. Ma si tratta di sentenze che, da un’attenta lettura, hanno diverse fattispecie giuridiche rispetto a quella di Avezzano. In quanto al cosiddetto arrotondamento a favore della coalizione privilegiata, il presidente della commissione dovrà spiegare nelle opportune sedi cosa significa dare a liste con 1.900 voti 4 consiglieri, mentre a liste con 2.000-2.200 voti un solo consigliere. Anche ciò sarà oggetto di valutazione nella sede più propria. Le indicazioni della prefettura erano state sufficientemente chiare sulla metodologia da seguire per la ripartizione. Circostanza totalmente disattesa da parte del presidente della commissione».
Esclusi anche gli ex assessori della giunta Di Pangrazio, Fabrizio Amatilli e Antonio Di Fabio. «Non sappiamo chi sarebbe rientrato», ha precisato l’ex assessore del Pd, Amatilli, «ci sono dei conti così particolari con questo sistema che non si capisce. Personalmente non farò ricorso, la decisione del gruppo però non la conosco».
Non sono rientrati in opposizione neanche Giovanni Luccitti, Luigia Francesconi e Sonia Di Stefano.
«Il ricorso credo lo farà la coalizione», ha affermato l’ex assessore Antonio Di Fabio, candidato con l’Udc, «mi risulta che ci sarebbe stato tolto anche un seggio. Valuterò sia personalmente, sia con l’Udc se ci sono i margini per fare ricorso. Abbiamo riportato un risultato eccezionale e per una valutazione assurda abbiamo solo un seggio. Credo nella magistratura e se c’è stato fatto un torto qualcuno lo ripristinerà».
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