Ma Italia Nostra stronca la gradinata

9 Agosto 2022

Giusti: intervento spudorato nel contesto di una basilica, questa è un’emergenza nazionale 

L’AQUILA. L’intervento da 1 milione di euro per realizzare una gradinata davanti alla Porta Santa di Collemaggio aveva già spaccato la città. Ora che l’opera è quasi completa, si registra un duro intervento da parte del presidente di Italia Nostra L’Aquila, Vicenzo Giusti. Che non le manda a dire: «Non è possibile tacere dopo aver preso atto delle gabbionate da argine fluviale, rivestite di materiale sintetico, che a dire di molti dovrebbero valorizzare lo spazio antistante la Porta Santa di Collemaggio. Interventi così spudorati nel contesto di una basilica che non costituisce soltanto un’emergenza locale, ma un monumento-simbolo di valenza nazionale, sono per noi inconcepibili. Ci si perdonerà, pertanto, la durezza di questo intervento».
Giusti rincara la dose: «Non vorremmo che ancora una volta le esigenze di spesa, comunque mascherate, abbiano prevalso su qualunque considerazione, non solo di natura estetica o di rispetto per la sacralità del luogo, ma di semplice buon senso, considerato lo spreco di denaro pubblico per qualcosa di così occasionale e contingente nell’utilizzo. Ecco dove sono finiti tutti i discorsi sugli scopi costruttivi e non futili dei fondi del Pnrr».
La gradinata, che verrà inaugurata in occasione della visita del Papa il 28 agosto, è stata concepita dal Comune per valorizzare l’area antistante la Porta Santa e renderla più fruibile durante la Perdonanza.
«Non vorremmo», prosegue Giusti, «che in futuro qualcuno pensi di utilizzare questo apparato tutt’altro che provvisorio per altri tipi di spettacolo, considerato che si è parlato anche di uno spazio di incontro per la città, fruibile per tutto l’anno. A questo proposito ci permettiamo di suggerirne l’utilizzo per la prossima edizione del Cinema in piazza. E non è un paradosso!».
Secondo il presidente dell’associazione che tutela il patrimonio storico, artistico e naturale, «non manca, naturalmente, quella scontata verniciatura di verde, che al meglio incarna l’ipocrisia che caratterizza lo spirito di questi nostri tempi: il fumo dell’ingegneria naturalistica, del biomateriale derivato dal legno, nasconde la realtà di un impatto troppo pesante per un contesto così delicato. Luoghi che dovrebbero essere caratterizzati da un’atmosfera di raccoglimento e di introspezione, tali da far emergere in noi le suggestioni di natura estetica e spirituale che l’arte e la devozione possono ispirarci, sono così diventati una pacchiana ambientazione coerente con i riti della società dello spettacolo. Mentre l’unica cosa da fare era chiudere l’inutile strada frontistante la Porta Santa rimuovendone l’asfalto».
Giusti conclude il suo intervento con un monito: «E per favore nessuno si azzardi a dire che il beneplacito della Soprintendenza garantisce la correttezza dell’intervento».
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