Ma la maggioranza non è compatta

8 Maggio 2014

Enrico Perilli (Rifondazione comunista): deve essere ripensato il modello di sviluppo turistico

L’AQUILA. Il progetto per la realizzazione della nuova seggiovia delle Fontari spacca anche la maggioranza.

Dopo le contestazioni degli ambientalisti, pronti a ricorrere alla magistratura, arriva il no del capogruppo di Rifondazione comunista Enrico Perilli, che presiede la commissione Ambiente e territorio. Perilli interviene affiancato dall’ambientalista ed ex-vicepresidente del Parco Gran Sasso-Monti della Laga Giovanni Cialone e boccia il nuovo tracciato degli impianti, sollecitando un modello turistico sull’arco dei 365 giorni.

«In merito alle polemiche di questi giorni sul convegno svolto a Campo Imperatore, promosso dal cartello "EmergenzAmbiente Abruzzo 2014”, occorre innanzitutto smentire» dicono Perilli e Cialone «le voci veicolate da alcune organizzazioni sindacali, secondo cui quest'iniziativa sarebbe stata animata da ambientalisti non aquilani. Affermazione che denota la doppiezza culturale e la mancanza di informazioni di chi le sostiene. Va reso noto» sottolineano «che la nuova seggiovia delle Fontari prevista dall'atto deliberativo per il rilancio dello sviluppo turistico del Gran Sasso non andrà a sostituire la precedente, ma occuperà una nuova posizione, sorvolando orto botanico e strada di accesso all'albergo, con vari ordini di problemi: in primis di sicurezza per utenti e operatori della montagna, come ad esempio il crollo di valanghe. Poi paesaggistici e ambientali, per l'impatto sulla vegetazione. Infine urbanistici: ancora nessuno ha chiarito se quell'area ricada o meno all'interno del piano d'area. In caso negativo sarebbe necessaria una variante al piano paesistico regionale i cui tempi sono lunghissimi».

Perilli e Cialone illustrano la loro strategia alternativa: «Non ci si rende conto che, al di là del numero delle piste e degli impianti che si andranno a creare, i giorni di apertura ed utilizzo della stazione sciistica sono molto limitati, non superando di norma i 40. E' invece necessario pensare un modello turistico sull'arco dei 365 giorni. Numerose proposte potrebbero essere avanzate, ad esempio, per quanto riguarda il turismo legato all'escursionismo, si potrebbero recuperare tutti i rifugi esistenti sul massiccio e collegarli con una rete di sentieri, si potrebbero riforestare ampie zone del parco, prevedendo l'utilizzo di fondi per le varie cooperative che svolgono questo lavoro».

Non manca infine l’affondo politico: «La verità è che il Pd e il centrodestra» concludono Perilli e Cialone «da anni si impiccano al pensiero unico dello sci, senza avere una visione d'insieme che allo sci aggiunga anche altro».

Il piano industriale del Centro Turistico del Gran Sasso è stato approvato dal consiglio comunale, dopo lunga e accesa discussione e senza il voto della minoranza, lo scorso 20 marzo, appena in tempo per predisporre il bando di gara per la sostituzione della seggiovia delle Fontari. Nelle intenzioni del sindaco Massimo Cialente, i nuovi impianti dovranno essere pronti per la prossima stagione invernale. Il Comune dispone dei primi 9 milioni di euro necessari per far partire il piano di rilancio della montagna aquilana, ma Cialente spera di portare a casa in tutto 30 milioni. L’attuale seggiovia delle Fontari viene considerata obsoleta e spesso si sono verificati malfunzionamenti e incidenti: l'ultimo lo scorso 8 febbraio, con una settantina di sciatori che sono rimasti sospesi nel vuoto per un'ora a causa della rottura di una parte meccanica dell'impianto.

Romana Scopano

©RIPRODUZIONE RISERVATA