Ma per il vescovo Spina è difficile cambiare

21 Febbraio 2017

Il presule: «Proposta ragionevole, però la scelta spetta alle famiglie in accordo con i sacerdoti»

SULMONA. «Mi sembra una proposta ragionevole e interessante, ma in questo caso sono le famiglie, in accordo con il parroco, che decidono il periodo più adeguato per celebrare il sacramento delle comunioni».

Il vescovo Angelo Spina non si sbilancia sulla proposta che arriva da buona parte dei ristoratori del Centro Abruzzo sulla possibilità di celebrare le comunioni nell’arco dell’intero anno e non solo tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. «Un tentativo si può fare», spiega il presule, «ma l’input deve arrivare dalle famiglie, perché già in passato è stato affrontato l’argomento soprattutto nelle parrocchie più numerose dove i parroci hanno diviso in tre scaglioni le comunioni proprio per dare la possibilità alle famiglie di potersi organizzare nel migliore dei modi e per consentire che una cerimonia così importante per i nostri giovani che incontrano per la prima volta il Signore si svolgesse nel rispetto della sacralità che impone questo momento».

Sembra quindi che i margini d’azione siano davvero limitati. Nel periodo di Pasqua, secondo i parroci, non è possibile. Così come nei mesi di luglio e di agosto quando le famiglie sono in vacanza. A settembre riaprono le scuole e due mesi dopo arriva il Natale. Gennaio e febbraio sono due mesi troppo freddi e da marzo ci si prepara alla Settimana Santa.

«Restano solo i mesi di maggio e giugno», precisa il vescovo Spina, «ed è in questi due mesi e in queste sei-otto domeniche che le famiglie insieme ai parroci fissano il calendario delle comunioni. Pur comprendendo le ragioni dei ristoratori, resta complicato spostare la celebrazione del sacramento in un altro periodo». (c.l.)

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