Madonna che scappa, il ritorno regala alla città grandi emozioni

Una piazza stracolma di turisti e fedeli ha assistito con il fiato sospeso alla corsa dei lauretani Tra la folla anche un gruppo di profughi ucraini. E a Introdacqua pure il sindaco nella quadriglia
SULMONA. Grande emozione in una piazza stracolma di gente che torna a rivivere, dopo due anni di forzato stop conseguenti alla pandemia, il rito forse più sentito dai sulmonesi. Pochi secondi in cui vengono condensati storia, tradizione e fascino del “miracolo” della Madonna che scappa, verso il figlio risorto.
LA CORSA
Una corsa palpitante con i confratelli lauretani che sono tornati a “scappare” nella loro piazza, dopo le due edizioni andate in scena nella chiesa di Santa Maria della Tomba, regalando ai sulmonesi e a migliaia di turisti quel miracolo, dal fascino immenso, capace ogni anno di attrarre gente da ogni parte del mondo, lasciando in tutti sentimenti indimenticabili. La “corsa”, lineare e precisa, è stata portata a termine da Umberto Ramunno, Guido Cistersiense, Giuseppe Rapone e Giampaolo Luongo, guidati da Andrea Rapone. Il caso ha voluto che la quadriglia, estratta a sorte l’11 sera, ha posto due fratelli, Andrea e Giuseppe Rapone tra i protagonisti dell’atteso rito della Pasqua.
I due fratelli, il primo ormai guida esperta della corsa e l’altro alla sua prima esperienza, fianco a fianco, sotto lo sguardo attento del padre Luigi, anche lui, in passato, storica guida della quadriglia, che li ha scortati e incitati nella breve ma intensissima corsa davanti alle oltre diecimila persone in piazza e sui balconi e sulle terrazze degli edifici che si affacciano fino alla chiesa di San Filippo Neri. Tutti pieni e stracolmi di gente.
PROFUGHI UCRAINI
Tra le tante persone, che dalle prime ore hanno riempito il centro storico, tutti rigorosamente in mascherina dopo le imposizioni del prefetto, anche un gruppo di profughi dell’Ucraina ospiti dell’imprenditore e famoso chef italo-americano Filippo Frattaroli tornato da Boston per l’occasione.
Per loro un momento di emozione e di serenità, pensando alle sofferenze della loro patria e auspicando il ritorno della pace. Concluso il rito i lauretani hanno fatto subito rientro nella loro chiesa con una breve processione alla quale hanno preso parte il vescovo Michele Fusco, il sindaco Gianfranco Di Piero, le autorità civili, militari e delle forze dell’ordine, nonché una delegazione dei confratelli trinitari in saio rosso.
LA CORSA A INTRODACQUA
Corsa della Madonna anche a Introdacqua dove dagli inizi dell’800 si svolge un rito che somiglia molto alla Madonna che scappa. Si chiama “La Madonna che Véle” e anche a questo tradizionale rito religioso hanno assistito migliaia di persone, moltissimi tornati appositamente dall’estero.
La quadriglia della corsa, sorteggiata un’ora prima nella chiesa della Arciconfraternita della Santissima Trinità che gestisce e organizza la manifestazione, ha visto la partecipazione anche del sindaco di Introdacqua Cristian Colasante. Con lui hanno corso Gianluca Giammarco e i due veterani Bruno Mampieri e Matteo di Benedetto.
Una piccola curiosità che resterà negli archivi della manifestazione insieme alle emozioni che gli Introdacquesi sono tornati a vivere dopo la pausa pandemica. Alla fine della corsa si è svolta la tradizionale processione per le vie del paese accompagnata dalle note del rinomato complesso bandistico del paese.
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