Madonna che scappa in piazza La città presa d’assalto dai turisti

In migliaia hanno assistito all’evento finito tra il volo delle colombe e l’applauso della folla festante Il sindaco: «Una corsa bellissima, cogliamo anche questo gran pienone come un segno di speranza»
SULMONA. Sono state migliaia, molte di più delle 10mila attese, le presenze registrate domenica, a Sulmona, per la “Madonna che scappa in piazza”, organizzata dalla confraternita di Santa Maria di Loreto. Nell’arco della Settimana Santa, secondo i dati forniti da commissariato e Comune, le presenze a Sulmona hanno toccato quota 25mila. Strapieni tutti gli alberghi di Sulmona e del comprensorio. «Da anni non si ricorda una Pasqua così gremita di persone», afferma il sindaco Gianfranco Di Piero, «è una cosa di buon auspicio. Tra l’altro è stata una corsa bellissima e cogliamo anche questo come un segno di speranza». Dai documenti di archivio custoditi nel sodalizio lauretano si può affermare con certezza che la rappresentazione della Madonna che scappa sia anteriore al 1860, ma, tenendo conto del terremoto che sconvolse la città nel 1706 e distrusse edifici e monumenti, è probabile che il rito possa essere anche antecedente. La processione dei lauretani in mozzetta verde, segno di speranza, è arrivata in piazza Garibaldi intorno alle 11.30. I santi Pietro e Giovanni, portati in spalla dai confratelli, si sono avvicinati alla chiesa di San Filippo Neri, dove la Madonna è stata portata in processione la sera prima. Tre bussate, come da rituale, per convincerla a uscire e a credere che il Figlio è risorto. Si apre il portone della chiesa tra il boato e il brusio della folla. Dieci minuti di emozione fino a quando, giunti all’altezza del fontanone, la Madonna inizia la sua corsa verso la statua del Cristo Risorto, sistemata ai piedi dell’acquedotto medievale. Cade il manto nero, che gli era stato applicato il giovedì santo. Al suo posto il mantello verde. Il fazzoletto bianco, a corredo del lutto, lascia spazio a una rosa rossa che spunta tra le mani della Madonna. Dodici colombe volano in cielo tra lo scoppio dei mortaretti e l’applauso della folla festante. La corsa è stata affidata a Fabrizio Centracchio, Fabrizio Litigante, Davide e Valerio Cirstensiense. I quattro sono stati guidati da Andrea Rapone. Si abbracciano i lauretani, davanti al vescovo Michele Fusco, per aver ripetuto l’antico rituale senza problemi. Stando alla tradizione, non ci saranno sventure o incidenti. «È il momento di raccogliere i frutti di un lavoro che dura un anno intero. Quest’anno abbiamo avuto con noi anche molti giovani, segno di un ricambio generazionale», afferma Sandro Di Paolo, priore della confraternita di Santa Maria di Loreto. «Sulmona è il posto più bello dove trascorrere la Pasqua», aggiunge Marco Marsilio, presidente della Regione. La Pasqua quest’anno è stata arricchita anche dalle manifestazioni organizzate dal Comune di Sulmona, come l’esibizione del dj Fargetta che ha richiamato quasi duemila persone la notte tra il 31 marzo e il primo aprile, nella discoteca a cielo aperto di piazza XX Settembre. «Questo mix tra tradizione e divertimento è piaciuto», conclude l’assessore comunale, Elio Accardo, «per il futuro dobbiamo trovare la quadra definitiva tra le esigenze del popolo della notte e il riposo dei turisti, per superare ogni problema». Il riferimento è all'ordinanza del sindaco che aveva spostato lo stop alla musica dalle 2 del mattino alle 00.45, a seguito di un esposto che era arrivato sul tavolo del Comune. (a.d.a.)
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