Madonna che scappa, ipotesi rito in chiesa

11 Aprile 2020

Si lavora all’alternativa per il grande evento. Ieri la cerimonia del Venerdì santo seguita sui social e in streaming

SULMONA. Una tradizione stravolta, cancellata con la porta della chiesa della Santissima Trinità sbarrata. Lungo il corso un silenzio irreale ha preso il posto dei tradizionali canti del Miserere che all’imbrunire avrebbero animato la processione del Cristo morto aperta con il Tronco, la grande croce dei trinitari che avvia la processione con il tradizionale “struscio”. È il venerdì Santo al tempo del coronavirus che, nel rispetto delle restrizioni imposte dal governo per contenere il contagio, si è svolto solo sui social e in streaming. In chiesa il vescovo Michele Fusco con il cappellano dei trinitari don Gilberto Uscategui ha officiato la Via Crucis meditata. Con loro i due lettori e due suore che hanno cantato i versetti biblici. Intanto, a qualche chilometro di distanza dalla chiesa trinitaria, il complesso bandistico “Città di Introdacqua”, ha voluto onorare la tradizione con i musicisti, ognuno a casa propria, collegati on line in contemporanea con il pio esercizio della Via Crucis, eseguendo la marcia funebre che viene suonata proprio durante il percorso della processione del venerdì Santo.
Il coro dell’Arciconfraternita, diretto da Alessandro Sabatini, ha fatto ricorso alla tecnologia cantando il Miserere musicato da Federico Barcone. In 60 hanno aderito alla particolare esibizione: «Non è stata una cosa semplice, ma abbiamo voluto dedicare questa esperienza», afferma il maestro Sabatini, «a chi combatte in prima linea per fronteggiare l’emergenza, ma soprattutto a coloro che non ce l’hanno fatta». Intanto ferve l’attesa per la domenica di Pasqua quando potrebbe comunque rinnovarsi il suggestivo rito della Madonna che scappa che la confraternita di Santa Maria di Loreto, potrebbe riproporre così come avveniva alle origini, con una corsa della quadriglia nella navata centrale della chiesa di Santa Maria della Tomba. Un’eventualità che è ora al vaglio anche del sindaco, Annamaria Casini, la quale sembra orientata a sostenere questa idea insieme al vescovo. Gli ultimi dubbi saranno sciolti solo nella giornata di oggi. Ma riproporre il rito, anche senza fedeli, così come avveniva fino al 1800, sarebbe, secondo la maggior parte dei sulmonesi, un modo per onorare un’antichissima tradizione, parte integrante della storia della città. La prima documentazione fotografica risale al 1861, ma le sue origini sono molto più antiche, risalenti forse al Medioevo. «Sarebbe bello regalare alla città questa emozione, anche se solo in diretta streaming», afferma il sindaco. «Insieme al vescovo e al cappellano della confraternita di Santa Maria di Loreto Ramon Peralta stiamo valutando ogni cosa e, nel rispetto delle attuali restrizioni imposte dal coronavirus, decideremo cosa fare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA