«Madonna che scappa, no al volo di colombe»

L’appello dell’animalista Luciano. Ma Di Piero replica: non corrono rischi, tornano nella loro voliera
SULMONA. Una campagna di sensibilizzazione per dire no al volo delle colombe nella sacra rappresentazione della Madonna che scappa in piazza di Sulmona. L'iniziativa, partita sui social, è di Carmen Luciano, animalista che ha invitato i suoi 40 mila follower a indirizzare una lettera-appello alle e-mail del comune di Sulmona e della confraternita di Santa Maria di Loreto, che organizza da decenni l'evento pasquale. Secondo l'attivista questi volatili, non potendo sopravvivere in ambiente sconosciuto e ostile come quello che si presenterà loro dopo il volo, rischiano di morire di stenti o per predazione nei giorni a seguire. «Come ogni animale allevato e abituato a condurre una vita in subordinazione, le colombe fatte volare rischiano di andare incontro a tante difficoltà: habitat che non conoscono bene (o affatto), improvvisa necessità di procacciarsi il cibo pur non essendo abituate e altre problematiche collegate all’aspetto etologico e ambientale», si legge nella nota di Carmen.
Le prime lettere sulla casella di posta elettronica del Comune sono arrivate ieri mattina e è il sindaco, Gianfranco Di Piero, a prendere posizione sull'argomento. «Le colombe sono innanzitutto un simbolo di pace per la liturgia pasquale e fanno parte di un rituale che ha un carattere identitario per la comunità. In ogni caso i volatili, dopo essere stati liberati, tornano a casa, nella voliera della frazione Marane. Non vengono esposti a rischi di morte. Non abbiamo mai ricevuto segnalazioni diverse nei decenni», risponde il sindaco. Nella tradizione, dal volo delle colombe, dall’andamento della corsa e dalla caduta del manto dipende l'esito del raccolto rurale della popolazione.
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