Madonna che scappa, scontro sul rito

Sindaco e lauretani vorrebbero una mini-corsa nella chiesa della Tomba, ma il vescovo suggerisce una preghiera alla Vergine
SULMONA. Ci sarà incertezza fino allo scoccare di mezzogiorno, orario canonico del rito della Madonna che scappa in piazza. Solo in quel momento si saprà cosa la confraternita della Madonna di Loreto ha deciso di organizzare per onorare la tradizione che va avanti ormai da oltre sei secoli. L’unica cosa certa è che non si ripeterà la corsa della Madonna verso il Cristo risorto in piazza Garibaldi, anche senza pubblico. Questura e prefettura hanno espresso un secco diniego a far svolgere il tradizionale rito anche nella piazza deserta. La manifestazione infatti, potrebbe rappresentare una turbativa all’ordine pubblico finendo per violare le disposizioni del decreto. In tanti, soprattutto i più legati al tradizionale rito, potrebbero raggiungere la piazza, sfidando decreti e forze dell’ordine per assistere alla sacra rappresentazione. L’ipotesi più probabile è che i lauretani possano decidere di tornare all’antico e riproponendo la corsa lungo la navata centrale della Chiesa di Santa Maria della Tomba, così come avveniva fino al 1800, quando si decise di portare il rito fuori dalla chiesa. Sindaco e confratelli sarebbero orientati a questa soluzione, mentre il vescovo fino alla serata di ieri, si è mantenuto più prudente annunciando di voler fare una preghiera a mezzogiorno davanti alla statua della Madonna vestita con l’abito verde della festa che in piazza appare con la caduta del manto nero del lutto. Altra ipotesi che in vico del Tempio si sta valutando è di ripristinare la consuetudine della scena della Resurrezione di Cristo accantonata da qualche anno per intervento dell’ex vescovo e attuale arcivescovo di Ancona, Angelo Spina. Il rito consiste nell’apparire della statua del Cristo Risorto che, dall’oscurità si eleva verso il cielo fino a mostrarsi alla vista dei presenti. Quest’ultima sarebbe quella preferita dal vescovo perché non prevederebbe la presenza di molte persone in chiesa, ma solo quelle previste dal decreto del governo. Confraternita e sindaco spingono, invece, per il ritorno all’antico con la riproposizione della corsa nella navata centrale del tempio. Una rappresentazione che manterrebbe intatta la tradizione, non interrompendola neanche davanti all’emergenza del coronavirus. Intanto ieri alle 19,30 in streaming e sul suo profilo personale di Facebook, il vescovo Fusco ha celebrato la veglia pasquale a porte chiuse, nella cattedrale di San Panfilo. Tanti sulmonesi si sono sintonizzati sul canale diocesano augurandosi che la notte “porti consiglio” al presule affinché dia il via libera al rito tradizionale, in modo da auspicare che, superato il momento difficile, si possa tornare nel pieno della tradizione a cui i cittadini peligni sono legati.
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