Madonnina danneggiata i 4 teppisti chiedono scusa

Obbligo di firma e divieto di uscire di casa per l’unico maggiorenne del gruppo La comunità musulmana: gesto assurdo. I ragazzi: lavoreremo per risarcire il paese
TRASACCO. Obbligo di firma e divieto di uscire di casa dalle 21 alle 7 per N.E.Y., 18 anni, responsabile dei danneggiamenti alla Madonnina del perpetuo soccorso di Trasacco insieme ad altri tre amici per i quali procede il tribunale per i minorenni dell’Aquila. La misura cautelare, eseguita dai carabinieri di Trasacco, è stata emessa dal gip del tribunale di Avezzano, Daria Lombardi, su richiesta del pubblico ministero Maurizio Maria Cerrato. L’accusa è di danneggiamento di immagini religiose seguito da incendio con l’aggravante dell’odio religioso. Intanto i quattro, pentiti per il gesto compiuto, si sono scusati annunciando di voler fare piccoli lavori per il paese, mentre la comunità musulmana locale, cui i ragazzi appartengono, è intervenuta prendendone le distanze dall’accaduto.
I FATTI. Sabato scorso, intorno alle 23, i teppisti sono entrati in azione nel cortile della chiesa dedicata alla Madonna del perpetuo soccorso spingendo la statua a terra e appiccando un incendio al supporto in legno che la sorreggeva. Sono stati alcuni residenti a lanciare l’allarme alle forze dell’ordine alla vista del fumo nel giardino del luogo di culto che si trova lungo via Roma, nel centro del paese. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Trasacco, guidati dal luogotenente Armando Croce. Quando i militari sono arrivati nel giardino della chiesa hanno trovato la statua a terra, decapitata, e il cippo in legno, sul quale era poggiata, ridotto in cenere. I teppisti sono stati bloccati e identificati. Si tratta di quattro ragazzini di origini marocchine, figli di migranti residenti a Trasacco che lavorano come braccianti nelle aziende agricole del Fucino. Tre sono minorenni ad hanno tra 15 e 17 anni, mentre il quarto è da poco maggiorenne.
IL SINDACO. Un gesto che aveva indignato e scioccato l’intera comunità di Trasacco a partire dal primo cittadino. «Sono profondamente addolorato per il gesto lesivo ed irriguardoso nei confronti di una comunità sempre attenta alle esigenze e alle istanze di tutti i cittadini, senza disparità di sesso, colore, religione e nazionalità», aveva dichiarato Lobene all’indomani dell’accaduto. «Il vilipendio commesso verso un simbolo religioso, al di là del culto professato, è altamente offensivo per coloro che lo subiscono e degradante per coloro che lo hanno commesso. Non sarò assertivo e silente, ma vigile a qualsiasi altra deriva di atti commessi a danno dei luoghi di culto, attivando tutte le procedure mirate a sanzionare i responsabili».
VANDALI PENTITI. Qualche giorno fa però, proprio i responsabili, di loro spontanea volontà, si sono presentati in Municipio annunciando di voler effettuare lavoretti di utilità sociale per ripagare, in qualche modo, il danno inferto alla Madonnina. Si sono detti pentiti e alla fine si sono scusati per il gesto compiuto. «La speranza è sempre quella che non si tratti di un atto di vilipendio», aggiunge il sindaco Lobene, «ma di una bravata fine a se stessa che ci auguriamo, in futuro, non si ripeta mai più».
LA COMUNITÀ MUSULMANA. «La distruzione della statua della Madonna del perpetuo soccorso è stato un atto a dir poco sconcertante che ha colpito tutti noi, indipendentemente dalla nazionalità, dal luogo di provenienza, dal colore della pelle», dichiara Nouhaila El, figlia del referente della comunità musulmana in paese. «Un atto dal quale la comunità islamica di Trasacco prende completamente le distanze. Condanniamo il gesto e rivolgiamo profonde scuse a tutti». Finora le famiglie dei ragazzi non si sono fatte avanti né per scusarsi, né per risarcire i danni.
I PRECEDENTI. Ma l’episodio ha avuto anche un precedente. Lo scorso anno, infatti, gli stessi ragazzini erano stati segnalati al tribunale per i minorenni per atti vandalici compiuti sempre ai danni della chiesa della Madonna del perpetuo soccorso. (f.d.m.)
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