Madre e figlia avvelenate dai funghi

Malori dopo il pranzo: specie tossiche raccolte nei dintorni di casa scambiate con i comuni prataioli e porcini
L’AQUILA. Madre e figlia avvelenate dopo un pranzo a base di funghi. La prima si trova ricoverata nel reparto di rianimazione del San Salvatore, la ragazza è tenuta in osservazione al pronto soccorso. Le due, residenti all’Aquila, sono arrivate in ospedale verso le 15 di ieri in preda ad allucinazioni e fortissimi dolori addominali.
Stando a una prima ricostruzione fatta dai medici, i sintomi sono iniziati a circa un’ora di distanza dal pranzo. A quanto pare le due hanno raccolto i funghi nei dintorni della loro casa, scambiandoli per i comuni prataioli e porcini. Probabilmente nel raccolto erano finite anche delle amanite.
Per la madre la situazione si è presentata subito grave in quanto presentava sintomi allucinogeni con restringimento della pupilla, mentre per la ragazza è stata diagnosticata una forma di gastroenterite con vomito. La donna è stata sedata e trasferita nel reparto di rianimazione, in prognosi riservata ma non in pericolo di vita. Meno serie le condizioni della figlia, tenuta comunque in osservazione. I medici dell’ospedale hanno contattato anche un micologo della Asl per avere un quadro più chiaro sull’accaduto. Secondo quanto è stato possibile accertare, analizzando alcune foto degli avanzi di cibo, le donne coinvolte nella disavventura avevano raccolto diverse specie di funghi compresi agarici (prataioli), porcini ma anche alcuni esemplari di amanite. Proprio questi ultimi potrebbero aver creato dei problemi perché l’Amanita muscaria (noto anche come ovolo malefico o fungo di Biancaneve, uno dei funghi più appariscenti del bosco per le caratteristiche macchioline bianche sul cappello rosso) causa sintomatologie allucinogene mentre il genere Rubescens (Tignosa vinata) è pericolosa se viene consumata senza una prolungata e idonea cottura.
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