Madri picchiate dai figli Arrestati due ventenni

15 Dicembre 2021

Le vittime sono state costrette a chiedere aiuto agli agenti della questura  Una è finita anche in pronto soccorso. Due gli episodi all’Aquila e a Bazzano

L’AQUILA. Venerdì scorso una mamma ha chiesto aiuto al 113 riferendo di essere stata vittima di un’aggressione da parte del figlio 21enne. I poliziotti intervenuti in casa hanno trovato la donna, visibilmente spaventata e terrorizzata, mentre il figlio, in evidente stato di alterazione psicofisica, aveva inveito su di lei e sugli arredi. Già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona, il 21enne (di cui non sono state rese note le generalità) è stato portato nell’ufficio di prevenzione generale e soccorso pubblico dove è stato trattenuto fino all’udienza di convalida. Il gip del tribunale dell’Aquila, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto l’immediato trasferimento in una struttura psichiatrica dell’Asl.
Un episodio analogo si è verificato, a distanza di pochi giorni, questa volta al Progetto Case di Bazzano: anche in questo caso una madre aveva chiesto aiuto per i maltrattamenti subiti dal figlio maggiorenne, di 20 anni. Accompagnata in pronto soccorso dove i medici le hanno riscontrato lesioni guaribili in 5 giorni, la donna si è aperta riferendo di essere vittima da tempo di atteggiamenti violenti da parte del figlio formalizzando anche una querela nei suoi confronti negli uffici della questura. Il 20enne (di cui non sono state rese note le generalità) è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti non solo della madre, ma anche del padre e della sorella minore. Il giovane è stato, inoltre, denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento degli arredi all’interno della cella di sicurezza della questura dove è stato rinchiuso a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica dell’Aquila.
«Continua l’attenzione degli operatori della polizia alla prevenzione e al contrasto di tutti i reati, a volte silenti, tra le mura domestiche, che si manifestano attraverso condotte reiterate nel tempo e che vanno a ledere l’integrità fisica, la libertà e la dignità di persone conviventi con l’aggressore», fanno sapere dalla questura dell’Aquila. «Di sicuro a livello numerico si riscontra un aumento della fenomenologia, ma solo in apparenza perché poi non si sa bene e non è facile sapere se la quantità di violenze in famiglia sia in crescita o in diminuzione, considerato che spesso le violenze, proprio quelle in famiglia, non sono denunciate». (cr.aq)