Mafia in Abruzzo, assolto Rubeo

16 Dicembre 2014

Riciclaggio di denaro, il commercialista agì correttamente

AVEZZANO. Era finito sotto processo nell'inchiesta sulle infiltrazioni mafiose in Abruzzo, ma ora è stato assolto da ogni accusa dal giudice del tribunale di Avezzano, Marco Scimia. L'ex vicesindaco e consigliere comunale di Tagliacozzo, Alessandro Rubeo, 48 anni, esce così dall'inchiesta su Alba d'Oro in cui era rimasto coinvolto in qualità di commercialista della società finita nel mirino delle Fiamme gialle. Partita nel 2006, l'indagine ha visto il coinvolgimento di Nino Zangari, ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Tagliacozzo, Augusto Ricci e Achille Ricci, (due fratelli e soci di "Alba d’oro srl"). L'inchiesta riguarda l'ipotesi di riciclaggio di denaro di Vito Ciancimino, ex sindaco di Palermo e condannato per associazione mafiosa, che avrebbe portato alla costruzione del complesso turistico "La Contea" di Tagliacozzo. Rubeo era accusato di favoreggiamento nel riciclaggio di denaro di provenienza illecita. Il professionista, difeso dagli avvocati Franco Colucci e Alessandro Fanelli, secondo l'accusa non aveva inserito in bilancio un milione e 610mila euro provenienti dalla Sirco (società controllata da Gianni Lapis, avvocato tributarista e prestanome di Ciancimino). È stato però dimostrato che il commercialista eseguì la variazione del bilancio a dicembre 2005 non appena i documenti gli vennero consegnati. (p.g.)

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