“Magliana sulmonese”, sentenze confermate

La Cassazione non cambia le condanne ai giovani che si ispiravano alla famigerata banda romana
SULMONA. Giunge a conclusione la vicenda della cosiddetta “Banda della Magliana” sulmonese, finita sotto inchiesta per le attività di spaccio di stupefacenti nell’aprile del 2012, quando vennero arrestate dodici persone dai carabinieri che sgominarono il gruppo di malviventi nell’ambito dell’operazione denominata “Piccolo Colosseo”. A tutti erano state contestati una miriade di reati che vanno dalle botte alle minacce, passando per le estorsioni, i danneggiamenti, la spendita di banconote false e il possesso illegale di armi. Sui social comparivano con i nomi della famigerata “Banda della Magliana” alla quale dicevano di ispirarsi. A distanza di undici anni, la vicenda giudiziaria giunge al termine.
A mettere la parola fine la Corte di Cassazione che ha confermato le sentenze di secondo grado, emesse lo scorso anno dalla Corte d’appello dell’Aquila per Mattia Buccilli, condannato 2 anni e 8 mesi di reclusione più una multa da 533 euro e Massimiliano Le Donne, condannato a 5 anni, 8 mesi e 20 giorni di reclusione, più una multa da 333 euro.
Non ha impugnato la sentenza Luca Buccilli, condannato a 4 anni e 6 mesi più una multa da 22mila euro. Si tratta di pene più basse di quelle inflitte dal tribunale di Sulmona che sono andate in esecuzione. Nell’inchiesta furono denunciate altre dieci persone, accusate di aver messo su una centrale dello spaccio. Ma la portata dell’operazione venne in parte ridimensionata nel 2021 con l’assoluzione di ben otto imputati.(d.ver.)
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