Magna Carta, proposte per il dopo-ricostruzione

19 Dicembre 2019

L’AQUILA. Tracciare il profilo dell'Aquila del futuro, quando non ci saranno più le centinaia di gru che da circa 5 anni (da quando la ricostruzione è entrata nel vivo) fanno parte della sua...

L’AQUILA. Tracciare il profilo dell'Aquila del futuro, quando non ci saranno più le centinaia di gru che da circa 5 anni (da quando la ricostruzione è entrata nel vivo) fanno parte della sua fisionomia e del suo skiline, simbolo di una normalità ancora lontana e soprattutto di una pioggia di finanziamenti pubblici stanziati per la ricostruzione post-sisma. È il concetto del laboratorio “L'Aquila 10 anni dopo e oltre” della Fondazione Magna Carta, che ha costruito una griglia di 35 proposte per il “dopo”: dopo i cantieri, cosa ci sarà? Una task force, come la definisce il senatore di Idea-Cambiamo e presidente della fondazione, Gaetano Quagliariello, che si è riunita quattro volte in un anno all'Aquila, e composta da esperti nazionali di vari settori. Ieri la presentazione del rapporto conclusivo nella galleria Donna Evelina di Palazzo Pica Alfieri. «Tutti hanno messo a disposizione il loro sapere volontariamente per dare un contributo di idee alla rinascita dell'Aquila», ha spiegato Quagliariello. Nasce così il volume – una sorta di piattaforma di proposte – dal titolo, appunto, “L'Aquila 10 anni dopo e oltre”, progetto finanziato dal programma statale Restart (risorse della ricostruzione post-sisma) con oltre 13 mila euro, nell'ambito delle iniziative per il decennale del sisma. A firmare lo studio, oltre al sindaco Pierluigi Biondi, autori come Bernardino Chiaia, Alessandro De Angelis, Adriano De Maio, Giulio De Rita, Sergio Dompé, Alessandra Faggian, Stefano Flamini, Lelio Iapadre, Francesco Karrer, Francesca Merloni, Alberto Milotti, Ettore Mocchetti e Dario Verzulli. (m.g.)
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